A casa di Matilde

di Andrea Zanfi


Sto parlando di un soggiorno da trascorrere in piccolo scrigno; una vecchia casa, del 1500, ristrutturata con gusto e amore. Casa di Matilde. Un B



Fondata dai Romani insieme ad Aquileia, ha rappresentato un punto focale della storia del Friuli. Il tempietto Longobardo, il Duomo e il Museo Archeologico sono solo alcune delle numerose attrazioni culturali, ma ciò che affascina è soprattutto l’atmosfera che si respira. Cividale è lo specchio fedele di questa magica, segreta, schiva, difficile, delicata,
educata, profumata regione, da sempre aperta al transito della gente.
Non so se la conoscete ma, se la visiterete, comprenderete quale sia il significato del binomio vino-cultura che anima il suo territorio. Ne prenderete coscienza, però, solo dopo che vi sarete persi fa i vigneti, o vi sarete seduti al tavolo di un caffe o vineria posti nella piazza di un paese qualsiasi, o ancora vi sarete fermati in una “frasca” o davanti al “fogolar” di una casa di campagna in compagnia di qualche vignaiolo. Fra una fetta di salame e un bicchiere di vino vi racconterà la sua storia, vi parlerà di un viaggio iniziato dalla sua famiglia ancor prima che la Ribolla Gialla, il Picolit, il Refosco e il Pignolo o il Friulano, venissero chiamati con questi nomi, ancor prima che arrivassero i francesi e che l’Impero austro-ungarico mettesse radici per quattro secoli su questi areali. Se vi capiterà di venire – e dovreste venire – potreste vivere frammenti di un mondo scomparso, il prologo della memoria di un popolo che non dimentica, trovandovi a dipanare il vostro incedere fra sentieri e strade che finiscono sempre dentro a dei vigneti. Qui ho sempre intravisto la veritiera sostanza da poter contrapporre al caos urbano, all’arrivismo e all’apparire, la semplice filosofia che alimenta l’appartenenza e l’obbedienza alla terra, la quale ha delle regole precise a cui attenersi, intrise di una verità vissuta come un dogma.



Terra sulla quale s’incominciò a parlare di vino già nel 181 a.C., subito dopo che i Romani ebbero fondato Aquileia e Cividale. Furono quei guerrieri contadini a piantare su queste terre le prime vigne; legionari arrivati in Friuli dopo anni di dure battaglie combattute in nome di Roma. Gente che seppe creare una fiorente attività agricola di cui parlarono a lungo Tito Livio e Strabone, testimoniando con i loro scritti Cividale, chiamata Forum Iulii, da cui il toponimo Friuli. Ci sono luoghi dell’anima che racchiudono tutto questo e meritano un viaggio per provare a sentirseli propri, almeno per qualche giorno.



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