Buon Compleanno alla Cantina Produttori Cormòns

di Stefano Cosma


Un anno, il “sessantotto”, passato alla storia per le contestazioni, le barricate, lo sciopero
dei braccianti siciliani, ma che nella cittadina collinare aveva visto, a maggio,
l’approvazione del disciplinare della Denominazione Collio: questa sì una vera
“rivoluzione”! Dai primi otto fondatori, piccoli viticoltori che si mettevano assieme,
negli anni novanta si sono raggiunti più di duecento soci, con 400 ettari totali.
Dal primo imbottigliamento, avvenuto nel 1973, la Cantina rappresenta una sicurezza
– sia economica che agronomica – per tante famiglie di vignaioli di collina e di
pianura e, passando per la nascita di nuovi consorzi con i rispettivi disciplinari, si è

arrivati anche alla produzione di spumanti. Le autoclavi hanno permesso a Cormòns di uscire
con il Cormorano frizzante, Metodo Martinotti. Correva l’anno 1981. «Poi è stato il turno del
Cormorano Rosé, quindi nel corso degli anni si sono utilizzate altre varietà e oggi la Cantina è
leader nella produzione di Ribolla Gialla Brut, con ben 500mila bottiglie annue», dichiara il
direttore generale Andrea Russo.



Spumantizzare i vini non è cosa nuova nel territorio goriziano, come erroneamente si potrebbe
pensare. Nel periodico “Il Coltivatore” del 1853 si legge:
«L’agro goriziano va famoso per l’eccellenza de’ suoi vini (…) vini dolci ed
asciutti, e perfino il vino spumante a somiglianza di quello della Champagne».
L’interesse per il mercato dei vini spumanti crebbe se l’Imperatore stesso, con sovrana risoluzione
del 25 luglio 1857, stabilì l’esenzione dal dazio per il consumo di vino spumante imbottigliato
in partite di almeno cinquanta bottiglie. Queste produzioni non rimasero a livello
di mere sperimentazioni, poiché alcuni anni dopo, nel 1866, si legge «oltre i soliti vini, si fabbrica
da qualcuno una specie di vino spumante, principalmente di ribolla, ed in ciò si lascia
fermentare il mosto colle zarpe, indi schiarificato si ripone in bottiglie; quindi subisce la seconda
fermentazione nella bottiglia, e spuma e



conserva il sapore più o meno dolce». Dopo la Grande guerra, che impose una radicale trasformazione
dell’agricoltura, le bollicine furono abbandonate, per rispuntare timidamente
negli anni settanta. Un rinascimento petillant che la Cantina Produttori
non s’è lasciata sfuggire, fedele al Metodo Italiano di Federico Martinotti.
Perché fare bollicine non è solo una moda, ma è anche uno stile, ci vuole eleganza e arte come
sulle etichette del Vino della Pace. Tant’è che la Cantina produce ancora oggi il
Cormorano Bianco e il Cormorano Rosé, nome fortunato preso in prestito dall’elegante uccello
migratore, dal collo lungo e raffinato. «Siamo attenti alle richieste del mercato – spiega Andrea
Russo – e perciò usciamo con cinque tipi di Prosecco, dal Frizzante al Brut, sia DOC che DOCG,
per finire con l’Extra Dry».
Inoltre, a conferma che queste bollicine sono charmant oltre che Charmat, la Ribolla Gialla
Extra Dry ha vinto l’etichetta d’argento al Concorso Internazionale Packaging a Verona,
il Verduzzo gran dessert, già salito a Merano sul podio “Sparkling Star” della guida Vinibuoni
d’Italia, ha ricevuto un riconoscimento internazionale con 97 punti su 100 da “50 Great
Sparkling Wines”, laddove il Pinot Chardonnay (36 mesi di affinamento sui lieviti), ne ha ottenuti
91. Eleganti con brio e nel contempo custodi dell’armonia.



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