Carl Laich

di Davide La Mantia


Siamo partiti dalle domande, più che dalle risposte.

Cosa volevamo? Ci interessava produrre prodotti unici ed eccellenti, raggiungendo possibilmente questi obiettivi con serenità e coscienza.

Non avevamo delle certezze assolute, ma contavamo molto sul nostro saper fare al quale abbiamo pensato di aggiungere serietà, etica e un impegno quotidiano.

Una ricetta che ci sembrava già buona da applicare, ma che sarebbe stata poca proficua se non avessimo compreso, prima di tutto, chi eravamo. Inoltre provenivamo da culture diverse, da esperienze diverse e, per divenire un nucleo propulsore originale, dovevamo sposare un'unica fede, così abbiamo fatta nostra la frase di Stevenson, incisa ora all’ingresso dell’azienda, divenuta la sostanza e il motto del nostro operare:

“Non giudicare il raccolto da quello che hai, ma dai semi che hai piantato”.

Ognuno di noi aveva dei semi in tasca e li abbiamo piantati qui, dove oggi sorge questo capannone, alle porte di Milano.

È una frase che racconta il mondo di Carl Laich, fatto di quei contenuti e di quella sostanza che offriamo, seriamente e correttamente, al mercato, ai nostri partner e a chiunque collabori con noi. Una filosofia produttiva, ma anche di vita; un approccio umano al quotidiano che mette sullo stesso piano “l’altro” e i numeri.



Si lavora meglio quando vi è rispetto reciproco e vi è la volontà comune d’impegnarci nell’ottenimento del risultato auspicato.

Questo lo sanno anche i nostri 130 collaboratori che non sono mai stati considerati solo dei numeri. Oggi ci rendiamo conto che siamo sulla buona strada per rispondere a quel “cosa volevamo” con cui ci interrogavamo un tempo; le commesse, la credibilità e il mercato ci stanno premiando, ed è bello e ci fa comprendere ancor meglio come quello che faremo domani sarà figlio solo di cosa semineremo oggi.

L’unione delle maestrie artigianali e la tradizione abbinata alle nuove tecnologie robotiche ci ha consentito di cucire la manualità delle origini al futuro dando vita, da oltre trent’anni, a una impresa di pelletteria italiana, all’interno della quale si progetta e si realizza l’intera filiera produttiva, con maestranze artigianali capaci di gestire tutti i processi produttivi con precisione. Dove non arriva la tecnologia arriva la mano dell’uomo, la sensibilità e l’attenzione nei particolari dell’operatore, capace di saper leggere i dati di una macchina così come gli spessori della pelle, di verificare e dominare i processi realizzativi di ogni singola fase.



Un piccolo mondo, l’immagine di uno stile italiano unico e inimitabile che fonde la genialità al saper fare. Questo è il nostro modo di coniugare passato e futuro, genialità e design, elaborando tendenze, ricerca e qualità per sodisfare il gusto dell'eleganza dei nostri clienti, siano essi uomini o donne.

Idee sempre nuove che generano altri semi che ci servono per il futuro per poter raccogliere domani il frutto dell’odierno lavoro.

Buoni semi e buon raccolto sono le due facce della stessa medaglia coniata da Carl Laich.



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