Grana Padano, una storia Antica e sempre Moderna

di Andrea Zanfi


“Questa è una terra che pulsa d’agricoltura.

Qui gli uomini hanno saputo costruirsi una loro dignità imprenditoriale superando quegli ostacoli che ne hanno caratterizzato la storia, passando dal latifondo alla mezzadria, dalla locazione alle società agricole.

Un periodo lungo il quale vi sono state lotte, controversie sindacali e forti contrasti sociali fra chi produceva e chi trasformava e commercializzava i prodotti, qualsiasi essi fossero, compreso il latte che sgorgava dalle stalle e originava un fiume bianco, importante e fertile per tutta la Pianura Padana. Una produzione importante, gestita da commercianti che, allo scadere del contratto stipulato con ogni singolo allevatore per il ritiro del latte, l’l1 novembre di ogni anno, ordinavano al preposto, la sera del consueto giro che li conduceva da una stalla all altra, di caricare sul carro i bidoni pieni di latte senza scaricare quelli vuoti che dovevano essere riempiti.

Quella notte il latte veniva gettato a terra e con esso anche la forza contrattuale di riuscire a strappare un prezzo migliore per l’anno successivo, giocato sempre e comunque al ribasso. Così nacquero i primi caseifici cooperativistici, capaci di garantire non solo il ritiro giornaliero del latte, ma anche la sua trasformazione giornaliera e un equo e solidale ritorno economico per gli allevatori. In migliaia decisero di riunirsi contribuendo a far nascere quell’aggregazione che contraddistingue, ancora oggi, il movimento cooperativistico lattario caseario dell’area, riuscendo a dare un’identità collettiva al sistema basato sulla mutualità e sul senso d’appartenenza a un territorio.



Un valore non solo simbolico, ma quantificabile ed estremamente importante per la filiera, lo stesso che fece nascere nel 1933 la Coop. Plac, che oggi presiedo; cooperativa che si aggiunse a molte altre, sparse un po’ ovunque in questa grande Pianura Padana, dando vita a un movimento produttivo importantissimo, di cui è capofila il Consorzio per la Tutela del Grana Padano, in rappresentanza non solo di imprese, ma di un capitale umano di enorme valore, composto da migliaia di persone che operano tanto nelle stalle quanto nei caseifici e gestiscono la produzione di latte di circa 350.000 mucche, locate in 4.500 stalle, animali che alimentano le sorgenti da cui fuoriescono oltre 25 milioni di quintali di latte, pari al 25% dell'intera produzione italiana.

È l’uomo a governare il tutto ed è la forza stessa di questo Consorzio, poiché ognuno, delle migliaia di individui che ne costituiscono l’anima, è consapevole del suo ruolo, sa quale sia il valore che ha nel sistema, sia che operi nella attività



Un humus genuino, vero, che si muove all’unisono consentendo all’Unione Europea di riconoscere al Grana Padano la certificazione D.O.P. come prodotto le cui caratteristiche organolettiche sono attribuibili al territorio, alla storicità, alle specifiche modalità produttive e alle significative ricadute economiche e sociali per la zona. Un movimento che si rigenera continuamente, di generazione in generazione, riuscendo a costruire un futuro per un’area che va da Cuneo a Padova che, pur essendo molto variegata, ha una matrice produttiva omogenea nelle razze bovine utilizzate, nelle procedure di allevamento e alimentazione dei capi e in quelle di trasformazione del latte. Solo così è stato possibile far convergere 130 caseifici su un unico obiettivo, un unico formaggio e un unico marchio. Una direttrice che ha generato coesione, senza la quale non avremmo potuto ottenere i risultati voluti, né innalzare la produzione da 3 milioni di forme, realizzate alla fine degli anni ‘90, alle quasi 5 milioni attuali; cosi come avremmo avuto difficoltà a mettere in pratica tutte quelle misure e azioni di comunicazione internazionale che rendono il Grana Padano il numero uno dei formaggi italiani nel mondo.

Questa coesione ha rappresentato la chiave vincente per i produttori, consentendo loro di ottenere le gratificazioni che meritano, le stesse che mi adopero giornalmente di mantenergli nel prossimo futuro”.


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