Ciccio Sultano-Duomo

di Lea Gasparoli


È nata a Scicli, si è laureata in Lingue, ha fatto un percorso professionale nella ristorazione dedicandosi alla sala e perfezionando
la sua conoscenza nel mondo dei vini. È una donna bforte, preparata, strutturata. È Gabriella Cicero, il direttore
generale del “Ciccio Sultano-Duomo” a Ragusa Ibla, il suo alter ego. È colei che organizza, che ha un occhio fulmineo
su tutto e che sa un attimo prima cosa sta per succedere. «Io cucino e faccio impresa insieme a mia moglie – racconta lo
Chef e patron del “Duomo” – è con lei, e grazie a lei, che il ristorante è fino in fondo la mia vita». Una storia d’amore,
di passione, di complicità, cominciata 10 anni fa quasi per gioco, con un accordo pianificato a tavolino «quando mi ha
proposto di vivere insieme – racconta lei sorridendo – mi ha subito chiarito che sarei stata in prova per un anno». Non
solo la prova è stata superata a pieni voti, ma Ciccio si è subito reso conto che Gabriella sarebbe diventata la “Signora
del Duomo”. «Avere accanto una donna a cui puoi affidare il tuo mondo, di cui ti puoi fidare, una donna che ti dà sicurezza
e ti permette di svegliarti sereno, è una cosa straordinaria. Ho capito che con lei avrei potuto condividere e realizzare
il mio progetto». Un progetto molto ambizioso, quello di Sultano, una precisa scelta di campo
esistenziale e professionale che racconta lo straordinario partendo dall’ordinario, attraverso
una regia unica che propone una messa in scena in grado di coinvolgere tutti i sensi. Un’esperienza che, dagli ingredienti
all’arredo, dalle ricette al servizio, avvalora l’idea di cucina totale. Tutto comincia alla fine del 2016, quando lo Chef, attraversato
da una sorta di “crisi di crescita”, decide di acquisire le mura del locale e tutti i “bassi” di Palazzo La Rocca, per
rimodulare gli spazi, vestendo il Duomo di una nuova pelle



Prende vita il “Cantiere Sultano”, che lui stesso definisce così per indicare la continua evoluzione di un restyling che, senza
snaturare l’identità e la filosofia del ristorante, puntando su un lusso discreto, parte da dentro, quindi dal personale
alla sala, dal menu ai piatti fino alla cantina, e ha l’obiettivo di internazionalizzare il brand. È l’inizio di un’epoca che
vedrà la sua centralità nel 2020. Una data importante per festeggiare traguardi importanti: i 20 anni del Duomo e i 50
anni dello Chef. Dinamico, versatile, intraprendente, Ciccio Sultano ha dedicato la sua vita a un grande lavoro di ricerca,
puntando sulla continuità della storia e delle tradizioni e sulla conquista del presente e delle innovazioni, per riscoprire
una cucina moderna, sempre in movimento, tra la terra e il mare, tra le suggestioni del vissuto e l’esperienza dei viaggi,
tra l’alta cultura e la gente di un tempo, incentrata su nuove tecniche e materie prime d’eccellenza, sulla natura e sugli
uomini, su prodotti selezionati con un’attenzione maniacale, ma anche su imprese agricole e alimentari, scoperte, sostenute
e incentivate in modo da creare una rete di fiducia. «Credo molto nella squadra – dice lo Chef – è estremamente
importante che ci sia sinergia con lo staff, ma anche con i produttori che ho voluto conoscere personalmente e di alcuni
di loro sono diventato socio. Sono convinto, infatti, che crescere insieme con le persone che collaborano con me sia
l’unico modo per diventare grandi». Il richiamo dell’isola e della sua storia, fatta di contrasti, mutazioni, dominazioni
e contaminazioni, emerge prepotentemente nelle creazioni di Sultano. Un viaggio attraverso la Sicilia e la storia dei
suoi popoli. Un’esperienza straordinaria fatta di ricerca, di sapere, di studio, di libri di ricette antiche, che si esprime in
piatti che affondano le radici nella tradizione per tradirne l’essenza a favore di sapori moderni. «Non esiste qualcosa



che rimane immutata per sempre. Qui ci sono passati tutti

– dice – la cucina siciliana è una cucina stratificata, nata dalla mescolanza infinita di razze e culture, la più complessa
del Mediterraneo». È proprio da questo attento studio della storia dell’isola che nasce una delle novità centrali del 2018:
il “Menu Dominazioni” che va a delineare l’evoluzione di un tracciato che lo Chef ha iniziato a disegnare circa 10 anni fa,
quando ha definito l’isola un’arancina, a evidenziare come un piatto racchiuda la storia di un luogo. «Dominazioni,
oggi, significa arricchimento del patrimonio culturale, non sottomissione. È un viaggio nella vertigine del tempo che
traccerà, a futura memoria, una carta dei sapori della Sicilia, un compendio di cucina in cui il Mediterraneo è la culla
e all’orizzonte ci sono Medio Oriente, Europa e Africa, tutte affacciate sul mare».
Estro creativo, ambizione e grande preparazione dietro un importante progetto, quello dello Chef bistellato, che prevede, non
solo la crescita del “Duomo”, già al vertice della ristorazione italiana, e de “I Banchi”, – l’altro progetto targato Sultano
che con il suo aspetto informale e conviviale rappresenta un’evoluzione elegante dell’idea di forno e caffè siciliano, ove
trascorrere la giornata tra una colazione con pani appena sfornati, schiticchi e piatti di ispirazione regionale rivisti in
chiave moderna e leggera – ma anche il consolidamento di importanti partecipazioni come quella, già in essere, in realtà
come Aia Gaia – un progetto nato dal desiderio di pensare all’allevamento a terra di galline in chiave bio sostenibile – e
con la Famiglia Testa – naturali “eredi” de I Malavoglia e pescatori dal 1800 a Ognina (CT) – per la creazione di una linea
di prodotti di qualità altissima a base di tonno rosso e pesce azzurro. Una vera e propria crescita imprenditoriale quella di Ciccio
che non esita a evidenziare quanto sia stato importante, per i suoi successi, l’ingresso di Gabriella nella sua vita. Si sa, dietro
un grande uomo c’è sempre una grande donna! Ma lui dice di no. «La grande donna – precisa – non sta dietro di
me. Il ruolo di Gabriella è fondamentale. Lei non sta dietro le quinte. La grande donna sta accanto al grande uomo».

Foto: Benedetto Tarantino



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