Prosecco DOC: due Parole con il Presidente Zanette

di Redazione


Da tempo il dibatto sulla sostenibilità nelle sue diverse accezioni è divenuto tema imprescindibile per l’agricoltura a tutti i livelli, da quello locale a quello internazionale, dal mondo della produzione a quello dei consumatori.
Si è fatta quindi impellente la necessità di adottare politiche chiare, coerenti e soprattutto praticabili non solo dal punto di vista tecnico ma anche economico e culturale.

Sulla base di questo presupposto, il presidente del Consorzio Prosecco Doc Stefano Zanette ha recentemente annunciato il primo step del progetto DPS, Denominazione Per la Sostenibilità, attraverso l’eliminazione delle principali molecole oggetto di dibattito: Glifosate, Folpet e Mancozeb.

Queste, ancorché ammesse dalla normativa vigente, sembrano essere diventate fonte di preoccupazione sia per le popolazioni residenti che per i consumatori.
A raccontarci nel dettaglio cosa sta avvenendo nel mondo del Prosecco, tanto che si parla di ‘svolta storica’, è proprio Stefano Zanette, da sei anni in sella al Consorzio di tutela del Prosecco Doc, attualmente la più dinamica ma soprattutto la più ampia (per volumi e fatturati) denominazione esistente. Che vanta pure la più significativa PLV, vale a dire la redditività per ettaro.



Ciò che cambia oggi, tornando alla domanda, è lo strumento utilizzato per comunicare le direttive da seguire nella produzione; passeremo dalla volontarietà del Vademecum al Disciplinare dove le regole del gioco sono completamente diverse: qui il produttore si trova obbligato a seguire fedelmente le indicazioni che vi trova pubblicate, pena la rinuncia al contrassegno di Stato, la fascetta necessaria per potersi fregiare del termine Prosecco.

Tale decisione avrà richiesto tempi di maturazione...
Certo, ci lavoriamo da molto tempo. Perché oggi non è più sufficiente





ARTICOLI CORRELATI

Napoli, il respiro sincopato di una bellezza fragile
Quando Marylin fu sedotta dal tartufo
Aleph Rome Hotel