Fioraio Bianchi Caffè

di Mario Barnabone


Il risultato è un laboratorio floreale e bistrot d’altri tempi, un’oasi urbana dallo
stile decisamente bohemien, come direbbe il critico gastronomico Fracois Simon: «Un piccolo
teatro, uno degli ultimi della città dove i clienti si mettono in scena e parlano con sconosciuti,
dove avvengono incontri veri». Il tutto circondati dai fiori e dal loro profumo,
che si possono sempre acquistare e portare a casa.
Fioraio o caffè? È il 1970 quando Raimondo Bianchi apre la
sua bottega nel cuore di Milano. Con caparbia originalità va alla ricerca dell’anima dei fiori attraverso
bouquet ricercati e scenografici, richiamando dalle sue vetrine una clientela curiosa.
Sono passati quasi 15 anni da quando al fioraio si sono affiancati un caffè e il bistrot, con un’evoluzione
naturale operata con lungimiranza dal nuovo proprietario Antonio Mirigliano. È come
se l’atmosfera intima della bottega si fosse allargata ad accogliere amici e persone con cui
condividere caffè, dolcetti deliziosi e merende gourmand gustati con calma, fino al conforto
di due chiacchiere davanti ai piatti e ai sapori raffinati proposti dal menu.



L’atmosfera unica. Il valore aggiunto del caffè sono tutti gli elementi
che riportano le persone in armonia con la terra: fiori, caffè, cibo.
La stessa cura usata per studiare e accostare i fiori si sente nell’atmosfera parigina, fatta di arredi
originali, e nelle golosità ricercate ma leggere. La selezione dei pezzi di arredamento in stile
retrò è ispirata a un rinomato cafè parigino. Nelle sale piccole dai colori caldi e le pareti
délabré, tra i soffitti a volta con il cotto a vista e i tavolini di ferro battuto, si respira un’aria elegante
ma autentica e accogliente, che profuma di fiori e rende la location adatta a shooting e
piccoli eventi privati unici nel loro genere. L’accento francese di René, il direttore di sala,
completa il quadro da accogliente bistrot di una volta.
Cosa mangiare. Al Fioraio Bianchi Caffè si viene per un pranzo
informale o una cena elegante, ma anche per rilassarsi e fare due chiacchiere in tutta tranquillità
davanti a croissant e frolle accompagnate da un caffè prima di cominciare la giornata, o per
condividere un calice di vino della fornitissima carta e stuzzicare all’aperitivo a fine lavoro.



La cucina, leggera e gustosa, è un gioioso incontro di tradizione e materie prime italiane con un
tocco internazionale. Da poco è in mano all’estro di Robbie Pepin, Chef pluripremiato e braccio
destro di Alain Ducasse, che completa l’allure originale del Fioraio Bianchi Caffè.
Eventi e Banqueting, l’atmosfera del Fioraio si diffonde. Da che ce ne
sia memoria, la famiglia Mirigliano è sempre stata amante del buon cibo, delle materie prime
ricercate e della socialità. Queste caratteristiche, unite all’unicità riconosciuta del Caffè, hanno
creato una naturale evoluzione dei servizi anche al di fuori del bistrot. Catering di alto livello, allestimenti
scenografici con le sue famose composizioni floreali, collaborazioni con enti culturali
come il Teatro Manzoni e il Franco Parentidi Milano per eventi su misura e la recente gestione
dell’atmosfera e della ristorazione ai Bagni Misteriosi, sono alcuni esempi di come si può
gustare un pezzo unico di “Parigi all’italiana”.



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