Il Barone dei Giardini è tornato.

di Simona Cangelosi


Com’è avvenuto il suo passaggio da rugbista a giardiniere in Tv?
«Sono nato a Catania: la mia famiglia aveva una casa in campagna
lontano dal frastuono cittadino. Svegliarsi con il canto
degli uccellini e stare a contatto con la natura non ha prezzo;
quei colori che spaziano dal verde al blu non mi hanno mai abbandonato,
e così ho deciso di dedicarmi alla mia più grande
passione, quella per il giardinaggio. Attualmente ho un’azienda
agricola che si chiama I Scecchi (in dialetto siciliano vuol
dire “Gli asini”) e una fattoria alle porte di Roma, a Nepi, e non
cambierei per nulla al mondo la vita tranquilla che conduco
adesso».
Cosa producete?
«Miele e zafferano, che vendiamo anche sul web con la Zafne,
(zafferano supremo di Nepi), ma l’attività che sto intraprendendo
adesso ha a che fare con gli asini. Sto per lanciare una
cooperativa che si occupa di onoterapia, un’attività terapeutica
assistita, conosciuta come pet-therapy, che aiuta in particolare
i bambini che sono affetti da disparate patologie: sto
chiedendo di poter accogliere i degenti più piccoli ricoverati in
ospedali come il Bambin Gesù di Roma, in modo che abbiano
la possibilità di alleviare le sofferenze nel corso della loro malattia.
L’asino è un animale perfetto per entrare in contatto e
in empatia con il paziente: mi sono recato fino a Ragusa con
la mia compagna per scegliere personalmente le mie asine, di
cui due incinte. Ora sono una decina e insieme alle caprette
tibetane fanno parte integrante della nostra famiglia».



Lei è stato chiamato a far parte della giunta Raggi come Assessore
allo sport, ma ha rinunciato subito dopo all’incarico, perché?
«Penso che la politica debba essere svolta per fini nobili, senza
dover mai abbandonare la missione di dover rappresentare i
più deboli e la gente comune. Mi chiamano “Il Barone” perché
ho davvero delle ascendenze nobiliari, ma la mia famiglia, e
in particolare zio Michele (che mi ha avviato al rugby quando
ero un ragazzino), mi hanno insegnato dei valori di cui ho fatto
tesoro per tutto il corso della mia vita, ovvero rispetto, umiltà
e onestà, e di andare sempre avanti a testa alta. Ho cinquantacinque
punti in testa, però non ho mai abbandonato il campo
per infortunio».
Quali sono i suoi hobby?
«Sono un appassionato di tutti gli sport, in particolar modo la
vela, sono infatti di ritorno da una regata a Palma di Majorca,
in Spagna. Amo anche il ciclismo, di cui sto seguendo la tappa
del Giro d’Italia in Sicilia, la Agrigento-Santa Ninfa, come
testimonial del Ride Green sull’ecosostenibilità. Al più presto
riprenderò la mia trasmissione Giardini da incubo, dove posso



dar sfogo alla mia creatività e dare utili consigli
ai telespettatori che non hanno il pollice verde:
sarà in onda a breve dal lunedì al venerdì alle
19.45 su Sky Uno. Diciamo che di ogni passione
ne ho fatto un lavoro: nel 2015 sono stato
nominato Cavaliere dell’Ordine al merito della
Repubblica, non mi aspettavo di ritirare questa
onorificenza così importante, sono rimasto piacevolmente
sorpreso e felice per aver ricevuto
questo titolo che mi è stato conferito per attività
sociali, filantropiche e umanitarie. Spero che
molti giovani possano seguire il mio esempio
sia nello sport che nella vita perché sono loro il
futuro del nostro Paese».
Qual è il suo motto?
«Agisci come un cavaliere
antico e il fato ti sarà
sempre amico».

Fotografie © Stefano Guidani stefanoguidani.com



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