Intrecci - Alta Formazione di Sala

di Riccardo Margheri


Tutto è nato da un’idea. Risolvere il problema comune a qualsiasi avventore di moltissimi ristoranti italiani che spesso si trova al cospetto dell’imbarazzante professionalità di chi conduce o dirige il servizio di sala in quei locali.

Un’idea figlia anche della volontà di Dominga, Marta ed Enrica di riuscire a dare un maggior peso a ciò che stanno facendo a Falesco, l’azienda di famiglia Cotarella, pensando a una scuola di specializzazione, capace di formare dei futuri IMM, Italian Master Maitre (oppure Italian Accademy Maitre).

Una scuola completa, altamente formativa, unica nel programma didattico proposto e nel corpo docenti coinvolto nel percorso di studi.

Un master in piena regola che non solo arricchirà il quotidiano di queste tre donne, ma anche quello dei futuri ambasciatori della ristorazione italiana, capaci di accogliere e consigliare chiunque varchi la soglia di una di quelle mille “nobili trattorie italiane”.

Un impegno forte, e non poteva essere diversamente dato che tutte e tre portano un cognome importante, quello di Cotarella. Essere figlie o nipoti di enologi fra i più importanti d’Italia non è solo entusiasmante, ma anche impegnativo e al contempo stimolante, avendo avuto la fortuna di crescere in una fucina di idee.

Posso comprendere come si siano sentite motivate a seguire la tradizione di famiglia, facendo di più e meglio di ciò che stanno già facendo, provando a regalare al mondo del vino qualcosa di nuovo, in cambio del molto che, dallo stesso, hanno ricevuto.



Ed ecco che è scattata la scintilla, ecco che nasce Intrecci.

Saper produrre un vino di qualità è ampiamente dimostrato dalla famiglia Cotarella, ma creare le condizioni per comunicarlo, renderlo fruibile facendolo percepire a molti non è facile, così come non lo è abbinarlo al mondo della ristorazione che, pur innalzando il livello qualitativo dell’offerta gastronomica, ha tralasciato l’educazione a proporla.

Qualcuno si stizzirà per questa mia affermazione, ma è così, purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi. Perché? Perché non è scontato trovare chi conosca cosa vi sia dentro o dietro a una bottiglia di vino. Quante volte ho visto l’esperienza di degustazione mortificata da un sommelier sbadato, sciupata dall’inesperienza di camerieri domenicali improvvisati, dall’incompetenza del patron capace di servire il vino in un bicchiere non adatto, dalla sua stessa incuria nello stappare una bottiglia a una temperatura sbagliata, dall’ignoranza che dimostra nell’abbinare il vino al cibo che nel locale si propone, dall’incapacità di saper comunicare in lingue diverse il proprio saper fare a chi, arrivato da lontano vorrebbe trovare in un piatto e in un bicchiere di vino quell’Italian Good Style che va cercando.

Quante occasioni in cui l’atmosfera di un ristorante famoso non consente di godere pienamente delle sensazioni che un grande vino può offrire.



Inoltre chi fuoriesce dalle scuole alberghiere non ha una grande preparazione, non ha esperienza e non è capace di soddisfare le esigenze di avventori sempre più eruditi e alla ricerca del piacere del buon vivere e non più del soddisfacimento di un bisogno primario come quello di cibarsi.

Who? What? Where? When? Why? (chi ha fatto che cosa, dove lo ha fatto, quando e perché lo facciamo?). Sono queste le domande a cui gli allievi della scuola Intrecci dovranno saper rispondere a quel mondo con cui verranno in contatto e dove elementi come l’eccellenza, l’efficacia e l’efficienza sono scontati.

Una professionalità nuova, affrontata come vocazione e non come ripiego. Chi frequenterà questa scuola di alta formazione, insediata nel borgo avito di Castiglione in Teverina, nelle storiche cantine dei conti Vaselli, dovrà aver ben chiaro che qui potrà costruirsi un futuro diverso e gratificante. Intrecci è un polo didattico comprensivo di museo del vino, enoteca, ristorazione, cucine, spazi congressuali, aule e convitto.

Un’accademia impostata con un approccio interdisciplinare, olistico, “contaminato” dalle materie di marketing e di gestione aziendale, dalle tecniche di accoglienza alla psicologia, dalla fisiognostica al portamento, dizione e recitazione, dalla conoscenza dei terroir all’arte della sommellérie e dell’agronomia, fino ai rudimenti di enologia, dalle tecniche d’illuminazione e insonorizzazione degli ambienti alle lingue straniere, dalle escursioni didattiche ai viaggi studio. Sei mesi intensi di aula a cui si aggiungono altri sei di praticantato. L’obiettivo? Formare e fornire una base culturale a giovani che hanno voglia di elevarsi dando una diversa dignità a un lavoro che ne ha molta, utilizzando lo studio per andare oltre in una professione di grande pregio e importanza.

Una grande idea che Bubble’s seguirà da vicino nella sua evoluzione facendo fin da ora i migliori auguri all’Intreccio delle “tre sorelle”, come amano definirsi, capace di suggellare la comunanza di intenti e il grande rispetto e amore che le unisce.



ARTICOLI CORRELATI

Santa Rosa, da Monastero a Luxury Hotel
Eli, La Signora dei Prosciutti
Carl Laich