Sensazioni effervescenti: dialogo fra Lamberto e l’amica Cristina Tardito in arte Kristina Ti

di Lamberto Vallarino Gancia


Conosco Cristina da tanto tempo e ho sempre apprezzato il suo stile e il suo spirito libero, innovativo, distintivo e umano, alla ricerca sempre di novità, stimoli e voglia di perfezione. Lei ha creato le nuove divise delle maschere e hostess del Teatro Stabile di Torino Teatro Nazionale, un progetto sorto da un’intuizione che nasce grazie alla sua grande capacità di designer della moda, per la prima volta a servizio di un teatro, e che ha ottenuto un grande successo.

Entrare nella sua azienda e nel suo negozio di Torino, e vedere il lavoro che fa il team da lei guidato, fa subito capire che si tratta di un posto vissuto e operativo dove si taglia, si cuce e si realizzano vestiti originali che, una volta esposti, incontrano il favore del pubblico. Cristina, nel raccontarmi la sua storia, mi dice che la passione per il suo lavoro nasce fin da quando era giovane, il giorno in cui suo padre la chiamò in azienda facendole scoprire il suo grande amore per questo lavoro, una passione che l’ha portata a coltivare il suo talento di designer. Il suo ricordo più bello, e di cui va più fiera, è quando l’hanno chiamata per un colloquio da Chanel. Mi racconta che le «tremavano le gambe, ma è stata una grande emozione e l’inizio di un’importante collaborazione che continua ancora oggi».

Da tre anni il suo progetto più importante è quello da imprenditrice, un impegno che la emoziona per quanto la metta a dura prova, ma che la soddisfa almeno quanto creare le sue collezioni. Questo duplice ruolo alla fine se lo sente calzare bene ed è molto fiera dei risultati ottenuti fino a oggi. Per averne una conferma basta partecipare a una sua sfilata, vedere i vestiti presentati o andare nel suo negozio a Torino.

Sicuramente rappresenta una eccellenza per Torino e per il made in Italy e spesso, come affermata designer, fa squadra e partecipa a molti incontri con altri brand che sono, nei loro settori, eccellenze italiane.



Mi svela che sta lavorando alla seconda stagione di occhiali da sole firmati Kristina Ti, in collaborazione con VANNI Eyewear, un’azienda torinese con cui condivide molti valori. Difficile dire quale sia il prodotto/collezione cui è più affezionata e ammette simpaticamente che «è come chiedere quale figlio ami di più. Mi innamoro di ogni collezione per il tempo che la penso, la immagino, la disegno e infine quando la vedo nei miei negozi». Le cose fatte bene, nei minimi dettagli, anche quelli meno evidenti, sono il segreto del suo successo nel design e nella moda. Degli errori mi dice: «ho capito che in questo mestiere le sensazioni a pelle non sempre sono da perseguire. A volte è meglio pensare, farsi un’opinione e poi essere pronti a cambiare idea, e questo riguarda un abito, un ricamo, un progetto o le persone. Ogni scelta/idea ha bisogno di decantare, come il vino». Per rendere vincente il made in Italy sostiene che dovremmo essere più supportati e che le eccellenze italiane, là dove ancora se ne trovano, andrebbero aiutate.

Cristina ha molte passioni e in particolare lo sci d’acqua e l’arte. Per quanto riguarda lo sci d’acqua, lo pratica presso la Cava, a pochi chilometri dall’ufficio di Torino; un’oasi di calma e adrenalina dove è emozionante vederla sciare tra le boe. Riguardo all’arte, da parecchio tempo acquista un’opera all’anno, mettendo insieme una collezione che consegnerà a sua figlia quando avrà 18 anni.



Ha un bel rapporto con i vini e le bollicine e pensa ai primi brindisi durante le occasioni speciali, che sono tante nel mondo della moda. Oggi preferisce le bollicine al vino bianco e le associa a un momento di spensieratezza in compagnia. Adora il vino rosso, un bicchiere, quasi mai due, anche in contro tendenza d’estate con il pesce.

Le piace mangiare bene e molto sano. Le capita ancora di scoprire cibi che per anni non aveva preso in considerazione. Il vino per lei è cultura e convivialità. La affascinano la storia, le etichette, i profumi e, per lei, è un mondo meraviglioso. Le piace sperimentare sempre, altrimenti ritiene che non vi sia eccellenza. Ha valori umani importanti che dimostra quando mi racconta che il vestito a cui è più affezionata è «Il cardigan di mio padre, l’unica cosa che ho voluto tenere».

Il suo segreto per realizzare una collezione da sogno e di grande successo «è il lavoro, e poi ancora lavoro, solo quello porta risultati». È molto attenta anche all’educazione al bere responsabile: «è fondamentale bere bene e mi sto già preparando al discorso per mia figlia, anche se per lei è ancora un po’ presto».



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