La bellezza dell'amore

di Marco Ongaro


Se «artista e’ soltanto chi sa fare della soluzione un enigma», come ci ricorda Karl Kraus, bisogna ammettere che William Shakespeare ha saputo creare enigmi talmente inesauribili nella loro interpretazione da garantire loro una durata superiore non solo alla sua esistenza di artista, ma anche alla consueta sopravvivenza spaziotemporale di un’opera d’arte.
Nel momento in cui una tragedia ambientata in una città diviene lo stabile set cinematografico di quella città, con tombe trasformate in balconi e case attribuite rispettivamente a una e all’altra delle famiglie avverse – Capuleti e Montecchi – di cui nel borgo non è rimasta alcuna traccia, possiamo dire che la soluzione adottata dall’autore si è fatta molto più enigma di qualunque altra creazione dell’ingegno l’abbia preceduta e ispirata.
È il caso della “bella Verona” cantata dal Bardo di Stratford-upon-Avon in Romeo e Giulietta ed eternata dal mito che in tale canto ha coinvolto la città intera. Migliaia di persone ogni anno vanno sulla tomba degli amanti, milioni vanno al balcone più famoso della letteratura mondiale per omaggiare l’amore nella sua forma più risoluta e romantica. Centinaia di migliaia scrivono lettere all’eroina scespiriana impetrandone risposta, come a una santa laica, una creatura immaginaria divenuta l’emblema concreto del sentimento più diffuso e ricercato nella vita di ciascuno. Forse il sentimento più bello? Sulla bellezza dell’innamoramento e delle “intermittenze del cuore” i dubbi si affollano e riempiono un numero considerevole di missive spedite ogni anno con il semplice indirizzo “Giulietta – Verona”. Le lettere vengono raccolte e viene data loro risposta grazie all’attivita’ del Juliet Club, fondato a Verona da Giulio Tamassia nel 1972 e portato avanti oggi da sua figlia Giovanna.
Ispiratore del film hollywoodiano Letters to Juliet, «il Juliet Club è l’ufficio molto speciale in cui le “segretarie di Giulietta” raccolgono e leggono gli innumerevoli messaggi d’amore provenienti da ogni angolo del pianeta», spiega la Presidente del Club. «Queste “segretarie” sono donne e ragazze, ma c’è anche più di qualche uomo e ragazzo tra coloro che da tutto il mondo si incontrano qui per dare una risposta personale a ogni singola lettera, in tutte le lingue».
Una sorta di carteggio tra sconosciuti. Un fenomeno non dissimile da quello che in certe nazioni coinvolge Babbo Natale, ma senza alcun regalo in contropartita acquistato da parenti o da chi ne fa le veci. Qui lo scambio, al di là del supporto cartaceo che ancora caratterizza buona parte della corrispondenza, è di consistenza immateriale, impalpabile, composto di simboli alfabetici che veicolano pensieri e sensazioni sulle correnti alternate dell’attrazione. «Il mito di Giulietta e’ reale, e’ la piu’ bella storia d’amore di tutti i tempi, fa parlare e scrivere d’amore oggi come cento anni fa» prosegue Giovanna Tamassia con un’intrigante miscela di calma e passione nella voce. «Lo si vede al cinema, nella letteratura, nell’arte. E lo si nota più che mai nel contenuto delle lettere in cui la famosa eroina diventa amica e confidente mantenendo però la sua “letterarietà”: la “Cara Giulietta” cui si rivolgono in tutte le lingue del mondo è sempre quella di Shakespeare, la giovane che per amore sfida la famiglia e le convenzioni fino alla morte. È il suo coraggio a suscitare l’ammirazione di tanti corrispondenti che si affidano a lei perché comprenda il dolore di una perdita o l’esaltazione amorosa».



A questi amanti felici o straziati il Juliet Club risponde, ne cataloga i messaggi, li archivia, una volta all’anno ne premia alcuni. Secondo quali criteri? «Le lettere a Giulietta parlano di sogni e speranze ma soprattutto di crepacuore e di bisogno d’amore. Si analizza la ricchezza dei contenuti ma anche la loro singolarità. Non esiste un messaggio uguale a un altro: sono scritti su cartoncini raffinati e colorati, accompagnati da disegni, fotografie, poesie, su semplici pagine di quaderno o anche, nel caso dei messaggi lasciati alla Casa di Giulietta, sul retro di un tovagliolo o di un biglietto del treno. Il Premio Cara Giulietta esplora il territorio delle emozioni alla ricerca dei più significativi tra questi, i più simbolicamente rappresentativi dell’immaginario amoroso».
Tra le attività del Juliet Club si annovera anche un premio letterario internazionale. «Il Premio Letterario Scrivere per Amore nasce nel 1996 con l’idea di premiare un’opera di narrativa che abbia per tema l’amore. Il premio ha riscosso la partecipazione sempre più attenta e incoraggiante delle case editrici e l’adesione di numerosi autori italiani e stranieri».
Il mio sguardo spazia da lei all’imponente archivio del Juliet Club. Tutto questo è stato ispirato da un personaggio di fantasia. Lei sorride: «Letteratura e psicologia, empatia e bisogni, questa e’ l’espressione formidabile della forza dell’amore, il vero elemento che unisce l’umanita’. L’esistenza di Giulietta non e’ certa, ma il suo mito e’ assolutamente reale».





ARTICOLI CORRELATI

Alessandro Gatto: arte di graffiante ironia
Franco Fontana
La magia come passione.