Latteria Soligo, la Storia siamo noi

di Riccardo Margheri


La Storia, quella con la “S” maiuscola credo non riguardi solo le vicende delle nazioni o dei grandi movimenti di pensiero, ma anche i percorsi di vita segnati da ideali, da princìpi lucidamente definiti e capaci d’attraversare il tempo, perseguiti con la stessa passione ed incrollabile tenacia da generazioni per più di 100 anni. Storia che mi appassiona sempre e mi ha spinto, in questo caso, a contare gli anni di vita della Latteria di Soligo, una cooperativa costituitasi 134 anni orsono. Non so se sia la più longeva d’Italia, ma se anche non lo fosse, ho ritenuto fosse un primato da segnalare e non solo per il valore intrinseco della memoria che essa contiene in un territorio prettamente vocato alla viticoltura, ma per la capacità che ha d’essere un valore aggiunto importante, in termini sociali e qualitativi, proprio per l’intera area in cui opera. Di questa Storia Lorenzo Brugnera è colonna, baluardo e simbolo.
Sette mandati come presidente della Cooperativa che dirige da oltre 18 anni, trovando forza in uno statuto leggendo il quale sono rimasto basito dalla capacita dei padri fondatori e soprattutto da quel Toniolo “universitario, insegnante e consigliere di tre papi”; che si adoperò nella stesura dell’atto costituivo, capace di trovare parole profonde e significative in rappresentanza di concetti idealmente pratici che difficilmente, se oggi dovessero scriverlo di nuovo, potrebbero trovarne di



Senza la passione e la dedizione degli uomini quella Storia sarebbe stata diversa o forse si sarebbe interrotta molti anni prima, magari allo scoppio della Grande Guerra, quella del 1915/1918, devastante per il territorio di Treviso, o quella della Seconda Guerra Mondiale ancora più distruttrice nello spirito. Invece ha superato il tempo grazie alla lungimiranza e alla semplice efficacia dei capisaldi etici fissati da quello Statuto, che imponeva con mentalità ecologista ante litteram ai soci prodotti “perfetti” da latte proveniente da allevamenti “perfetti”.

Oggi sembra tutto logico, ma 134 anni orsono, erano parole enormi come macigni, che avevano il merito di garantire la sopravvivenza economica alla famiglia, in un periodo di povertà nel quale una mucca da latte, sana o ammalata, poteva segnare il solco tra la fame e la possibilità di crescere i propri figli. Anche oggi il consumatore moderno vuole le stesse cose; vuole latte salubre, proveniente da una filiera altrettanto salubre, nella quale ogni elemento che la compone si sente investito dalla missione di dover lavorare non solo per se stessi, ma per il benessere comune.



La vocazione alla mutualità è la prima qualità implicitamente richiesta a chi aderisce, in primis a presidente ed amministratori. Visitandola e colloquiando con i suoi attori ho compreso che la Latteria di Soligo è un modo d’essere, incarna un senso d’appartenenza e il seme del capitale umano, che germoglia generazione dopo generazione, trovando energia nella famiglia.
Dalle stalle agli stabilimenti di trasformazione del latte e di stagionatura dei formaggi, la filosofia non cambia, ho trovato in tutti lo stesso modo e la medesima meticolosa e amorevole attenzione di operare, l’orgoglio e l’etica del lavoro. Caratteristiche che percepisco come dogmi, ma talmente vitali da innescare meccanismi innovativi e di ricerca che pongono questa “Latteria” nelle più alte posizioni in termini creativi di prodotto e non solo per la zona. Un esempio della spinta all’innovazione è un latte ad alto contenuto di acidi grassi Omega 3, ottenuto da animali alimentati con semi di lino, e sottoposti a ripetuti controlli per accertarne le condizioni. Tutto questo è figlio del senso d’appartenenza a una comunità ereditato da quello statuto che ha fatto la Storia,


ARTICOLI CORRELATI

Abbate Y La Mantia: uno Stile tutto Italiano
Grana Padano, una storia Antica e sempre Moderna
Santa Rosa, da Monastero a Luxury Hotel