Emidio Pepe: “Il segreto dell’uva è lasciarla libera”

27 GEN 2019



di Sara Stangoni

Se cerchi Emidio Pepe c’è un posto dove lo trovi sicuramente. Nella sua vigna. E così è stato, quando ho visitato la sua cantina nelle campagne di Torano Nuovo, in provincia di Teramo, Abruzzo. Con l’immancabile cappello in testa, era circondato dai piccoli nipoti, a spiegare con amore e semplicità quei chicchi d’uva, pronti per essere vendemmiati. Mi ha colpito la fierezza contadina e il sorriso genuino di chi ha costruito la propria storia con passione. Emidio Pepe è vignaiolo da oltre 85 anni. Coltiva i vigneti come faceva il padre Giuseppe e prima di lui il nonno Emidio, che a fine Ottocento fondò l’azienda agricola. Ma non è stato solo in questa instancabile attività, al suo fianco la moglie Rosa e le figlie, che oggi continuano l’eredità familiare.

Lo stupore è scoprire che qui il tempo si è piacevolmente fermato. I vini Emidio Pepe prendono vita tra le colline dolci e ventose che separano mare Adriatico e Gran Sasso: il Trebbiano e il Montepulciano. La cantina Emidio Pepe racconta la storia di un uomo fedele alla natura. Qui il vino si fa nel modo semplice di una volta. La raccolta è esclusivamente a mano, le uve bianche vengono ancora pigiate con i piedi in una vasca di legno, affinchè la pigiatura sia soffice. Le uve rosse, invece, vengono diraspate a mano su un tino con una rete, in maniera che i chicchi non si schiaccino.

Completata la svinatura, si lascia che il vino compia i suoi processi nelle vasche di cemento, in modo naturale, prima di essere imbottigliato. Anche questo processo è compiuto a mano: bottiglia per bottiglia, facendo scivolare il vino affinchè non subisca alcun trauma. Ritualità e segreti passati di generazione in generazione, una cura diremmo quasi maniacale, ma che garantisce vini straordinari, sanguigni, dai sapori sublimi. Altro dettaglio: prima di andare oltre oceano i vini Emidio Pepe devono maturare almeno dieci anni. «Perché per superare lo stress del viaggio fino a New York – spiega la figlia Sofia - un vino deve essere pronto».

Nella cantina Emidio Pepe c’è un luogo straordinario: qui giacciono circa 350.000 bottiglie, conservate fin dalla prima vendemmia del 1964. Sono 50 annate diverse, tranne quelle in cui si è deciso di non produrre vino perché l’uva non era all’altezza. Qui continuano il loro affinamento. Emidio ne mette in commercio ogni anno una piccola partita, decantando prima le bottiglie in un altro vetro, tappandole di nuovo e confezionandole di etichetta. Rigorosamente a mano, ça va sans dire.

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