I Franciacorta Mosnel ripensano spazio e tempo  

2 LUG 2019



di Giovanna Moldenhauer

Mosnel, tra le aziende vitivinicole storiche della Franciacorta, ha come fulcro l’antica villa padronale e il suo parco vitato che ruota tutto intorno all’azienda.Proprio sotto alla villa si nasconde la parte più antica della cantina e il suggestivo tunnel dedicato alle bottiglie storiche, mentre attraversata Contrada Barboglio si trova la cantina storica a cui, dal 2019, si è aggiunta anche una nuova struttura destinata alla maturazione e all’affinamento dei Franciacorta.

La cantina storica, fondamenta reale e simbolica di Mosnel, continuerà ad essere il primo prezioso tassello operativo: qui infatti inizia il percorso del vino con la ricezione delle uve, la selezione e la vinificazione. Là invece dove c’era il vigneto Brolo, sorge la nuova cantina. «Abbiamo studiato – spiega Giulio Barzanò– questo progetto nei minimi particolari e con un obiettivo ben chiaro: imprimere ai nostri Franciacorta, attraverso di maturazione e affinamento, un tratto di autentica eccellenza».

«Nell’ottica della massima attenzione alla sostenibilità – continua – Mosnel ha voluto creare fuori dalla nuova cantina un Agri-BioBed, cioè un sistema filtrante biologico evoluto e isolato dall’ambiente, per mantenere ai minimi l’impatto della cantina sull’ambiente. Un’innovazione importante, grazie alla quale riusciamo a rendere ancora più sicuro, pulito e naturale il nostro processo produttivo».

Dai filari di Mosnel, dove ogni vitigno ha trovato la sua giusta collocazione in base alle singole caratteristiche pedoclimatiche delle varie parcelle, si ottengo le uve di Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero e l’autoctono Erbamat. Tra i millesimati decisamente emozionante il Parosé, ottenuto da Pinot Nero al 70%, Chardonnay 30% e mantenuto sui lieviti per più di 40mesi a seconda dell’annata.

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