Bulichella: i vini toscani ispirati al Sol Levante 

17 DIC 2019



di Giovanna Moldenhauer

Bulichella è nata dall’incontro nel 1960 a Torino tra il giapponese Hideyuki Miyakawa e Maria Luisa Bassano. La loro scelta, nel 1983, di trovare un buon ritiro li ha portati a Suvereto, in Val di Cornia, dove poi nel 1992 hanno scelto di risiedere. La viticoltura in Tenuta è esordita negli anni ’90 con gli impianti, nel 1997 con la cantina e la scelta di una consulenza iniziale con Luca D’Attoma, poi interrotta e ripresa stabilmente dal 2015 in un percorso di qualità. Sin dall’inizio del percorso di produttori hanno scelto l’agricoltura biologica, certificata ICEA, adottando i debiti accorgimenti anche in cantina.

Un incontro presso Al Pont de Ferr a Milano ha permesso l’assaggio di 5 etichette della cantina. L’esordio è stato con il Sol Sera 2018 da Syrah, rosato dai profumi di piccoli frutti di bosco e cassis, sfumature di pepe bianco. Fresco e sapido, gustoso e persistente. Perfetto con l’antipasto “Cialde di mandorle e pomodoro secco, salsiccia di Bra e polpettine calde di vitello”. Seguiva Rubino 2017 con un 50% di Sangiovese, Merlot e Cabernet in parti uguali, che un affinamento suddiviso tra vasche d’acciaio e barriques di secondo e terzo ciclo. Etichetta importante in quanto rappresenta il primo vino prodotto da Bulichella.

Alla degustazione aveva un naso di frutta rossa con un tocco floreale. In bocca struttura tannica e buona morbidezza, complice l’annata difficile, con un lungo finale. Qui il piatto è stato un “Flan caldo di topinanbour e bagna cauda leggera”. Il vino successivo di Bulichella è stato Coldipietrerosse, da Cabernet Sauvignon al 50%, Merlot 35 e Petit Verdot 15 che affina in barriques di rovere tra i 18 e 24 mesi. Iprofumi sfaccettati passano da frutta rossa piccola, tabacco e cacao, con un sorso morbido e avvolgente, elegante, lungo e complesso. E’ stato abbinato a un “Risotto tartufo nero e nocciole”. A chiudere l’incontro sono stati i rossi iconici Montecristo e Hide, entrambi del 2015.

Il primo ottenuto dalle migliori parcelle di Cabernet Sauvignon 50%, Merlot 40 e Petit Verdot, matura in barrique di rovere francese per 22 mesi. Aveva eleganti note di frutta matura, un tocco di arancia rossa, cacao, caffè. Poi balsamico, con un tannino finissimo, un finale lungo e avvolgente. Speciale con un “Carré di cervo rosato e patate ratte”. Il secondo Syrah dedicato a Hideyuki fondatore di Bulichella, di cui 1/3 fermenta in barrique e affina tra 18 e 20 mesi anche in tonneaux, Prima sentori speziati e piccola frutta a bacca rossa, una nota di citronella, poi un assaggio avvolgente tra tannini vellutati, un finale lungo proposto con un “Cioccolati amari e ribes fermentati”.

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