Carranco: il nuovo e l’antico all’ombra dell’Etna

24 APR 2020



di Giovanna Moldenhauer

Carranco, nuova realtà sull’Etna fondata nel 2018, è nata dall’incontro tra Tornatore, originario di Castiglione di Sicilia e quindi autoctono, e Borgogno, la cantina più antica di Barolo. Due realtà agli antipodi quindi ma capaci di produrre grandi vini si sono unite per esaltare la tipicità di un territorio ancora selvaggio e incontaminato come quello dell’Etna. La Tenuta sorge in un antico palmento di fine ‘700, restaurato nel rispetto della struttura originaria, con materiali locali come la pietra lavica dell’Etna, cotto fatto a mano per i pavimenti e persiane in noce, dove sorgerà il wine resort Villa dei Baroni.

La tenuta, situata nella frazione Pietra Marina di Castiglione di Sicilia, si estende per 8 ettari coltivati con gli autoctoni Nerello Mascalese per l’Etna Rosso e Carricante per l’Etna Bianco. Gli impianti, con un’età di 50-60 anni, sono situati a 500 metri di altitudine sul versante nord del vulcano, considerato il più vocato alla viticoltura grazie al suolo fertile ricco di minerali, materiali eruttivi, escursioni termiche tra il giorno e la notte molto importanti per la vite. Nel pieno rispetto della tradizione e dell’ambiente, i metodi di agricoltura sostenibile di Carranco danno vita a uve di altissima qualità.

Un controllo della vigoria nelle vigne del Carricante permette di ottenere uve di qualità e un vino strutturato e longevo. Il Nerello Mascalese, considerato il re tra gli autoctoni siciliani, proviene da viti ad alberello su piccoli terrazzamenti. In cantina le tecniche di vinificazione, ancora ispirate alla tradizione locale hanno l’ausilio della moderna tecnologia. Per l’Etna bianco la fermentazione delle uve avviene in acciaio, con un affinamento in cemento per circa 6 / 7 mesi sulle fecce fini. Il rosso invece fermenta in vasche di cemento e affina in grandi botti di rovere di Slavonia per circa 12 mesi.

L’Etna bianco di Carranco, grazie alla combinazione tra l’altitudine e le temperature fresche dell’Etna, ha profumi di mela verde, pesca bianca e pompelmo. Poi di erbe aromatiche e biancospino. Il sorso è intenso, avvolgente, equilibrato tra acidità, sapidità, persistenza. L’Etna rosso esprime invece la personalità vulcanica della sua terra d’origine con un naso di frutti rossi, come fragola e amarena, di leggere spezie scure, con un sottofondo di note minerali quasi laviche. In bocca è strutturato ed equilibrato al tempo stesso, con un tannino sapido e setoso, un ritorno di pepe nero e rabarbaro, una bella persistenza.

www.palmentocarranco.com

ph@carranco