Loison

di Franco Vergnano


Lo scopriremo raccontando questa “storia vera” di quel Nord-Est italiano fucina di grandi imprenditori. Chiamarlo “pasticcere” è riduttivo, così come imprenditore, orbene chiamatelo Loison che farete prima. Una cosa però è certa, il personaggio in questione legato a questa storia ha una energia e un incontenibile entusiasmo, oltre a un fiuto e a un intuito per il business. Sto parlando proprio di Dario Loison, un nome, un “marchio” e forse, potremo aggiungere, un’icona fra le più conosciute pasticcerie italiane. Di sicuro uno che si adopera da anni per rappresentare al meglio l’eccellenza dolciaria italiana nel mondo, avendo ormai da quasi trent’anni optato per la qualità assoluta nel settore, assumendola non solo come metodologia produttiva, ma come filosofia di vita. Siamo a Costabissara (Vicenza), proprio sulla Strada Statale Pasubio. Qui si producono principalmente Panettoni, Colombe, Pandori, Veneziane, biscotti, focacce che grazie alla filosofia sopra espressa e un’attenta strategia di marketing, abbinata a strumenti comunicativi e di packaging unici, hanno reso il brand visibile e riconoscibile sul mercato. Dario è riuscito a creare un mix perfetto, direi, che vede prodotti di qualità confezionati in modo strabiliante o come orgogliosamente usa dire Dario «Vestiti a Festa, per la Festa». Una strategia vincente che ha dato vita a un gioiello imprenditoriale che fattura nove milioni di euro l’anno, riuscendo a esportare i propri manufatti in 50 Paesi del mondo. Non si arriva a questi risultati per caso, ma per ingegno, sapienza e lungimiranza, tenendo in equilibrio costante tradizione e innovazione, che nel caso di Dario lo hanno portato a creare prodotti dolciari mai immaginati prima, capaci d’incuriosire e conquistare i mercati internazionali. Una mente dinamica, fervida, con idee imprenditoriali ben precise che lo hanno spinto a perseguire i propri obiettivi senza remore, arrivando persino a lasciare negli anni ottanta l’azienda di famiglia, fondata dal nonno nel 1934, per poi ricomprarla nel 1992 dopo essersene andato in giro per il mondo a vendere macchine per la conceria delle pelli. In quegli anni comincia la “vera” avventura del brand Loison, all’insegna di una continua evoluzione basata «sulla fantasia – racconta lui – e sulla affidabilità» pur restando fedele al proprio passato, tanto da voler aprire un piccolo Loison Museum dove conserva alcune impastatrici storiche e altri macchinari, alcuni dei quali revisionati e ancora funzionanti. Facendo tesoro delle esperienze passate, oggi Loison è alla ricerca continua di nuove strategie per ampliare la propria visione dei mercati ponendosi in equilibrio con gli stessi attraverso la qualità delle materie prime che utilizza e il marchio Made in Italy che aiuta, abbinando a questi elementi l’eleganza e la classe dell’Italian Style: «Ogni prodotto è accompagnato da un dépliant in cui scriviamo le materie prime utilizzate e i dettagli produttivi». Ma Dario non si ferma mai e per soddisfare la propria passione continua a sperimentare prodotti tentando provocanti accostamenti, in modo da essere sempre e comunque sul “leading edge” del gusto, catalizzando costantemente l’attenzione dei numerosi clienti italiani e internazionali.







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