Mare Nostrum di... Giacalone

di Cinzia Taibbi


La gentilezza del mare siciliano ha da sempre ispirato scrittori, pittori e artisti di ogni genere; perché non è impetuoso né cupo, ma mostra una calma apparente che soltanto noi pescatori riusciamo a decifrare. Accarezziamo l’acqua e ne capiamo l’umore, la guardiamo e, mettendo in campo tutte le nostre conoscenze, sappiamo già se quella sarà nottata di pesca o di magra. Sono le nuvole a indirizzarci, ma ci illudiamo con riti e preghiere di ingraziarci la sua volontà anche se sappiamo che a nessuno risponde. Il mare siciliano non si china dinanzi ai Numi, al Fato né agli impotenti Santi che esponiamo nelle nostre barche e portiamo in processione. È un gioco delle parti, come tra due amanti, tra chi corteggia e chi ama farsi corteggiare, senza tuttavia cedere mai del tutto la propria mano. Ogni tanto elargisce regalie e la barca torna piena, altre volte respinge, facendoci rientrare a mani vuote. Di questo gioco i pescatori di Mazara del Vallo sono ben coscienti e pur con un riso amaro non vi si sottraggono, né tantomeno lo ha mai fatto alcun membro dei Gilecco, la mia famiglia. La marineria di cui facciamo parte era la più grande d’Europa, non si apriva alcun mercato se non era presente il pescato di Mazara, come rappresentante della suprema qualità. Da ragazzo sentivo addosso l’orgoglio di farne parte e non come figlio e nipote di un Giacalone, ma di un Gilecco, che è il nostro soprannome. Chi va per mare viene battezzato una seconda volta, con l’acqua marina e con il rispetto degli altri marinai che decidono che tu sei un Gilecco e questo è ciò che conta. Nei piccoli centri e soprattutto a mare contano più i nomi che ti vengono attribuiti nel tempo che il cognome della famiglia, e non è un torto ma un motivo di orgoglio, perché se hai un soprannome sei parte di qualcosa. Di un mondo che raccoglie soltanto questi ribattezzati; i prescelti che hanno il piacere e il dovere costante di cimentarsi in questo gioco amoroso con il Mediterraneo.



Perché da lui non peschiamo soltanto pesce ma genti, culture e le facciamo nostre in una commistione di colori e sapori forti che, come una calamita, ci attraggono e ci legano. Poi le cose cambiano e la mia storia purtroppo si intreccia con la decadenza della marineria di Mazara del Vallo. Mio nonno e suo padre prima di lui, erano armatori e pescatori. Già nel XIX secolo il prestigio della flotta di famiglia era noto in tutta Europa. Con mio padre, nel dopoguerra, la nostra attività fece un salto in avanti trasformandoci in commercianti di pesce. Ed è in questa attività che cresco, arrivando a conoscere benissimo il pescato e diventando broker e armatore allo stesso tempo. Un’attività a tutto tondo che mi ha fatto conoscere i mercati, gli acquirenti e ogni venditore acquisendo per meriti, anch’io, il nome di Gilecco. Con un gruppo di amici, nel 2014, decidemmo di realizzare il progetto Mare Nostrum che ci vede impegnati in un’azienda di trasformazione - del pescato nell’alta collina della provincia di Palermo a Cefala Diana, altitudine ideale per la stagionatura e conservazione delle materie prime che arrivano freschissime. Con i miei figli Fulvio e Giorgio, i miei soci Alessandro e Ignazio -che si occupano della trasformazione- oggi portiamo i nostri prodotti nel mondo ricevendo riconoscimenti ovunque ci presentiamo, perché ciò che offriamo, profuma di buono. Non lo diciamo noi, ma i nostri estimatori che hanno compreso quale sia il livello qualitativo di ciò che produciamo. Una scelta strategica inizialmente difficile, ma che alla lunga ci ha ripagato dei sacrifici che facciamo e della minuziosa attenzione che mettiamo nella conservazione delle caratteristiche organolettiche del pesce; che si tratti di tonno, pesce spada, salmone o il gambero rosa di Mazara del Vallo. Il pesce ha un valore antropologico per quest’isola e proprio per questo abbiamo voluto dagli ancora più prestigio, creando l’opportunità di usufruirne in ogni stagione e con il recondito auspicio che chiunque lo assaggi possa pensar alle cose belle che sa regalare la Sicilia.





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