Maria Grazia Cucinotta - Una bellezza unica e senza tempo

di Simona Cangelosi


Lei è un’icona italiana del Made in Italy, è conosciuta in tutto il mondo per la sua partecipazione ai film Il Postino, premio Oscar per le musiche di L. Bacalov, e 007 Il mondo non basta. Come vedono gli stranieri il nostro Paese? La nuova America è diventata forse l’Italia?
L’Italia è un marchio di eccellenza nel mondo, rappresenta la creatività e l’ingegno. Noi siamo il risultato e nel DNA che abbiamo ereditato c’è storia, una cultura millenaria, l’arte e il patrimonio gastronomico che ci contraddistingue. Apparteniamo, indubbiamente, a un popolo fortunato, il problema è saperne farne tesoro.
Lei è siciliana, nata e cresciuta alle porte di Messina, torna mai nella sua Terra?
Sì, ci torno spesso, lì vivono ancora mia madre e mia sorella. Penso che la Sicilia sia una terra bellissima, ma è stata sempre depreda
ta, divenendo oggetto di dominazioni di popoli diversi: francesi, spagnoli, greci, arabi… ma se analizziamo bene la storia è sin dai tempi di Garibaldi, dopo lo sbarco dei Mille, che non si è mai risollevata. Nonostante la spedizione fosse fatta per unire l’Italia, non certo per isolare la Sicilia ancor di più.
Lei aveva solo 16 anni quando decise di lasciare la sua Sicilia per imbarcarsi in nuove avventure…



Avevo 16 anni quando partecipai a Miss Italia, ma mio padre mi disse che dovevo compiere 18 anni prima di poter andar via di casa... e così feci il 27 luglio, il giorno del mio compleanno. Mio fratello viveva a Brescia e così pensai di raggiungerlo per fare dei casting da modella a Milano.
Ironia del destino, diversi componenti della sua famiglia lavorano alle Poste e lei fu scelta per il ruolo di Beatrice, la moglie de Il Postino, interpretato da Massimo Troisi…
Mio fratello Gaetano lavora alle Poste, ma anche mio padre ci lavorava, io avevo la possibilità di prendere il suo posto, ma dopo aver conseguito il diploma in analista contabile sognavo di fare altro… e per fortuna la vita, e il corso degli eventi, mi hanno dato ragione.
Siete una famiglia numerosa, due sorelle e due fratelli, riuscite a vedervi, almeno per le feste comandate?
Sì, ci riesco sempre, la famiglia per me viene prima di tutto! Io poi sono molto legata a mia sorella Giovanna, che è una scrittrice e cantautrice, è lei la vera artista di casa… A scuola era bravissima, e provavo sempre una (sana) invidia. Adesso vive a Roma, quindi ci vediamo molto spesso.
Lei ha una figlia di 16 anni, cosa vorrebbe fare da grande? E che futuro sogna per lei?



Ho chiamato mia figlia Giulia Maria Grazia, unendo il mio nome e quello di mio marito Giulio, per rimarcare il frutto del nostro amore e del nostro legame. Lei è molto studiosa, frequenta il Liceo Scientifico e da grande vorrebbe occuparsi di ricerca nel campo della biotecnologia e dell’ingegneria. Penso sia un sogno molto bello, che ha scelto in totale autonomia.
Lei è sposata con Giulio Violati da ben 23 anni, qual è il segreto che fa durare così a lungo il vostro matrimonio?
Noi siamo come due amanti, il lavoro mi porta in giro per il mondo, lui è sicuramente un uomo paziente mentre io sono il suo opposto, ed è questo forse il segreto: sceglierci ogni volta che ci vediamo.
Lei è spesso in giro per il mondo, premiata adesso al Festival del cinema di Montecarlo, ha vissuto a lungo a Los Angeles, è di casa in Cina, a Shangai, non è certo facile starle dietro, con i suoi tanti impegni: a quali progetti sta lavorando adesso?
Da diversi anni faccio avanti e indietro con la mia casa di produzione, partecipando al Festival di Shangai che è molto esclusivo: sono infatti l’unica italiana a essere entrata nel mondo del cinema asiatico e questo privilegio mi fa sentire molto onorata. Ho lavorato con registi meravigliosi come Woody Allen, Emir Kusturica, Spike Lee, Ridley Scott, John Woo, ho fatto tante esperienze che mi hanno fatto crescere in questo mondo, e voglio metterle a disposizione dei giovani che vogliono e desiderano imparare. Assistiamo alla nascita di web star che hanno vita molto breve, io sono invece affascinata da ciò che i giovani possono offrire; per questo, con la mia casa di produzione Seven Dreams, ho realizzato una serie chiamata Teen, di 12 puntate, creata apposta per la fascia dei teenagers, i nostri nuovi millennials. Ne ho dovuti scegliere 15, ma al provino si sono presentati in 5000.
Cos’ha imparato in questi 30 anni di carriera?
Sono una persona molto autonoma e dinamica, mi piace avere la mia libertà e i miei spazi, ho dovuto imparare a cavarmela da sola anche quando emettevo le mie prime fatture o quando dovevo far fronte alle spese di casa appena diciottenne: ho sempre voluto essere una donna indipendente. Mia madre mi disse che il mio nome mi fu dato per devozione a Sant’Antonio, perché la mia nascita è stata una vera grazia, una fortuna comparsa sotto una buona stella: non posso che ringraziare la vita che mi ha dato tanto, che definirei semplicemente UNICA.



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