Matera

di Giampietro Comolli


Vivere in un Sasso, in una grotta, saper cogliere e trattenere la forza della luce naturale, saperla governare, difenderla e nello stesso tempo avere sicurezza, lavorare, cogliere l’attimo, ma anche stare fermo, attendere, scrutare lontano. Ecco Matera è tutto questo e altro. Un luogo vissuto da sempre, dal Paleolitico in poi. Ecco Matera è tutto questo e altro. Un luogo vissuto da sempre, dal Paleolitico in poi. È una città aperta pur essendo chiusa dentro un grande territorio naturale che definire parco è sminuente. Matera è innestata su pochi colli dell’Appennino Lucano con un clima dagli influssi marini, contornato ancora oggi da impervie strade e crinali che lo rendono un po’ “fuori dal mondo moderno”.




Viverci è difficile ma unico, assoluto, impagabile. Fa invidia, direbbe qualcuno. Testimonianze della vita dell’uomo antico e moderno ci sono ovunque… bisogna essere attenti a non calpestare nulla, a non farsi sfuggire nessun colore, nessuna immagine. È il regno dei botanici e degli zoofili, degli escursionisti, dei paesaggisti, degli archeologi storici, dei cultori della geostoria e del paesaggio, dentro a uno scrigno della biodiversità per circa 8.000 ettari incontaminati. È qui che l’Unesco ha trovato il simbolo mondiale, il patrimonio unico, l’esempio assoluto del rapporto uomo-terra, inteso come pianeta, non solo come territorio. È qui che si scopre quale è stata la vita dei nostri antenati e come, senza cognizioni tecniche, la scelta del luogo dove vivere e coltivare era sempre quello più giusto, più completo, più sicuro e più “inerente” con il momento storico, parliamo di millenni! È qui che si scopre come si può salvare un territorio seppur vissuto, frequentato, non congelato e interdetto.
La cultura del territorio va vissuta, ammirata, anche toccata – soprattutto quella naturale e ambientale – per essere tramandata, fatta conoscere. È qui che si capisce come l’educazione civica, il rispetto del bene comune, la solidarietà, la sostenibilità non siano solo parole scritte nei libri di scuola, sui banchi delle elementari… che poi dimentichi… o che poi i maestri si dimenticano di insegnare… per capire come il rapporto fra cose e persone, fra persone e animali, fra vicini di casa si basi soprattutto sul riconoscimento della reciprocità, dei diritti e doveri e sul rispetto. Due elementi attrattivi possono aiutarci: il binomio così unitario nella diversità e così emblematico fra i Sassi e Matera di oggi con i suoi palazzi nobiliari, segno di una ricchezza, di un periodo di florida attività artigianale, manifatturiera e agricola negli ultimi secoli, quelli dei Lanfranchi, Ferrau, Santoro, Malvezzi.



Ma se non più importanti e ancor più rappresentative sono le presenze, a volte molto minime, a volte meravigliosamente colorate e significative, delle vestigia religiose rupestri sorte nei millenni fra i Sassi, Matera e dintorni. Dall’800 medioevale al 1700 ci sono fabbriche, affreschi, simboli religiosi e di fede che illustrano come i popoli dei Sassi, nel tempo, fossero molto legati a fatti mistici e a liturgie diverse, alle piccole chiese, molto semplici. Il parco della murgia materana ha diversi asceteri scavati nella roccia creati o diventati luoghi di culto. Oggi è possibile visitare e vedere molte di queste chiese o pievi lungo percorsi di trekking che uniscono escursione, tempo libero, cultura e arte. Tutti elementi che fra i Sassi e Matera è facile scoprire anche senza guide, ma solo passando, per esempio, dal monte Belvedere lungo le Gravine, penetrando il parco e rimanendo ai margini fra spelonche e calanchi. Il titolo di Unesco e di Capitale Europea sembrano un di più rispetto alle unicità, rarità, inalienabilità ed eternità della civitas scavata, ingressi e corridoi sotterranei, chiese e monumenti sotto terra, incastrata fra canali di transito e di scorrimento dell’acqua. Entrare nei Sassi di Barisano e di Caveoso è un’esperienza da speleologo più che da turista, ognuno di noi diventa ricercatore curioso, è un viaggio dalla preistoria umana ai giorni nostri, abitazioni allora e oggi. Con il nostro tour merita una visita la cattedrale di Matera del 1270, posta fra i due Sassi, in un elegante stile romanico pugliese, dal classico rosone esterno a sedici raggi e i diversi mosaici. L’itinerario di fede spazia dal convento di Sant’Agostino alle cripte nei rioni, da San Giovanni in Monterrone alla cappella di San Giuliano posta al limitare del lago formato dal fiume Bradano, da San Nicola dei Greci al convicinio di Sant’Antonio per arrivare al monastero dell’Ofra e al parco dei Monaci. Ma… ma Matera è anche cibo, ricette, piatti, tipicità e specialità gastronomiche.
A Matera si mangia bene, cose rustiche, semplici, concrete come la Crapiata, ovvero un piatto di legumi e cereali lenti quasi in brovo, simbolo della festa del 1° agosto di ogni anno nel borgo La Martella. Altra assoluta esclusività è la Ciandella, storica ricetta della dieta mediterranea più pura, più canonica, a base di origano, cipolla, pomodori e peperoni di varia taglia e colore cotti lungamente in acqua salata e poi scodellati sul pane molto raffermo di Matera a base di sola farina di grano duro piccolo rosso. Si può dire che un angolo di storia e di origine della famosa dieta mediterranea, anch’essa diventata patrimonio Unesco, è anche sui colli lucani e fra i Sassi di Matera.



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