Santa Rosa, da Monastero a Luxury Hotel

di Giulio Biason


Qui dove un tempo si stagliavano le mura austere di un antico monastero, circondato da una natura che si offre nella sua incomparabile, prepotente bellezza, oggi, come una favola a lieto fine, quel luogo mistico, ricco di cultura e di storie, è risorto dall’abbandono.

A Conca dei Marini, tra Amalfi e Positano, sulle suggestive terrazze naturali della costiera amalfitana che scendono a picco sul mare, sorgeva il Monastero di Santa Rosa, abbarbicato sulle pendici del promontorio prospiciente il borgo. E percorrendo i sentieri si scoprono dall’alto i mutevoli colori del mare, si fondono sensazioni difficili da trovare altrove… la vegetazione del sottobosco, i profumi intensi come quelli dell’origano, il cui significato letterale è ‘splendore di montagna’, e del carrubo, albero sempreverde tipico del Mediterraneo. Con alcune curiosità: i semi di carruba sono piuttosto pesanti e assai duri. Per questo, nel corso del tempo, vennero soprannominati carati; infatti in passato all’epoca angioina venivano utilizzati come misura dell’oro.

Oggi lassù si trova il Monastero Santa Rosa Hotel



Dopo anni di incuria e abbandono il monastero fu acquistato da un albergatore romano che lo trasformò nel 1934 in albergo esclusivo, l’Hotel Santa Rosa, celebre per la vista come per l’eccellente ospitalità. Sin dagli anni ’50 venne frequentato da personaggi famosi, basti ricordare Jacqueline Kennedy, che vi si rifugiava durante le sue vacanze in costiera ed il grande Eduardo De Filippo che qui veniva a ideare le sue commedie. Ma dopo alterne vicissitudini, nonostante i fasti raggiunti, l’albergo fu abbandonato e dimenticato.
Durante una crociera nella Baia di Salerno, l’americana Bianca Sharma, collezionista d’arte e vedova del fondatore di Texas Instruments, venne letteralmente “rapita” dalla bellezza struggente e solitaria di questo edificio affacciato sul mare. Per l’imprenditrice americana è amore a prima vista: corre l’anno 2.000 e decide di acquistare l’edificio a circa 24 miliardi di vecchie lire per trasformarlo in un luxury hotel di altissimo livello.
Con un team di architetti e artigiani, inizia un meticoloso ma anche discusso restauro, fortemente contestato da Italia Nostra, e ostacolato dalla burocrazia italiana che rende la vita impossibile a chiunque voglia investire. Bianca ha cercato di ristrutturarlo in maniera filologica, conservando l’atmosfera storica e dotandolo di tutti i comfort più avanzati, con solo una ventina fra camere e suites e la piscina panoramica, una terrazza d’acqua sul mare.



Durante una crociera nella Baia di Salerno, l’americana Bianca Sharma, venne “rapita” dalla bellezza struggente e solitaria di questo edificio affacciato sul mare.

l sogno di Bianca Sharma di restituire all’albergo un’atmosfera autentica, come fosse una residenza privata sulla Costiera Amalfitana, nel 2012 è finalmente diventato realtà. Il Monastero Santa Rosa Hotel



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