Opera 02 - Ca' Montanari

di Antonio Distefano


Lasciata alle spalle Castelvetro di Modena, comincio a percepire i primi avamposti collinari appenninici, che disegnano un paesaggio inedito, più dolce di quello appena lasciato, meno rumoroso e più rasserenante. Un piccolo cartello indica la direzione da seguire e, in breve, inoltratomi su una strada in parte non ancora asfaltata, raggiungo, in cima ad una collina, l’Opera 2, l’Azienda Agricola Ca Montanari, dell'omonima famiglia. Un edificio facilmente identificabile, essendo lunghissimo come le stalle di queste parti, armoniosamente collocato in un ambiente suggestivo, in particolare sul versante Sud, dove molti ettari di vigneti arrivano a lambire i vecchi poderi sulle colline di fronte.

E' una struttura moderna, minimalista, elegante, caratterizzata, immediatamente, da un’acetaia enorme, con oltre 400 batterie, ognuna delle quali composta da 5 caratelli di diverse dimensioni, che fa bella mostra di sé dietro una lunga vetrata delimitante un corridoio. Su questo si affacciano sei stanze, che definire simili a quelle di un agriturismo, come sono classificate, significa offendere nel profondo l’architetto che le ha progettate una ad una. Un grande ristorante, una veranda splendida, dal quale si gode un paesaggio unico, spazi enormi e ben distribuiti sono solo alcuni degli elementi di un habitat indimenticabile, dove, ahimè, potrò trascorrere appena qualche giorno. Niente è lasciato al caso e ogni minimo particolare è studiato non per essere originale o per farsi notare, ma solo per creare una consonanza con l’ambiente circostante, riuscendo, di fatto, a sorprendere con il tempo, subito dopo che l’occhio o lo stupore incomincia ad abituarsi al bello e la curiosità si è placata.



Anche il profumo di aceto, che mi aveva colpito appena entrato, dopo un po’ si volatilizza, senza lasciar spazio a nessun altro odore. Dovunque guardo, noto studio e grande sensibilità, che ha spinto chi lo ha ristrutturato ad una scelta oculata dei materiali, utilizzati non per scopi imprenditoriali fini a se stessi, ma per renderli simbiotici ad una filosofia aziendale prettamente agricola. Nessun aspetto architettonico risulta banale, perché parte dello scopo per il quale è stato realizzato e collocato in un quadro più generale, ispirato dall’animo di Enrico e di suo figlio Mattia Montanari, consapevoli di aver dato vita ad un'azienda, che pone nel grande rispetto per l’agricoltura e per l’ambiente in cui opera la ragione stessa della sua esistenza. Un territorio unico, che ha folgorato Mattia, come lo stesso poco dopo mi confessa, facendogli nascere una passione per la terra e il vino così grande da rinunciare alla carriera, che la laurea in economia e commercio gli avrebbe garantito.

Basta guardarmi intorno per capire che qui è in atto un approccio innovativo, la cui originalità, pur senza rinunciare alla tradizione, rimane visibile in ogni dove, dalla sorprendente acetaia al Lambrusco prodotto, dalla gastronomia offerta nel ristorante all'infinita schiera di altri particolari che conferiscono un’identità precisa a questo luogo, che, pur venendo dal passato, è già proiettato verso il futuro.



Doppio destino e doppia funzionalità inesorabilmente legate nelle due facce dell'azienda: quella interna, tesa ad armonizzare la ricettività dell’agriturismo e della cantina con quanto sta fuori, tanto da comunicare a chiunque si affacci dallo splendido balcone sulle vigne quale sia l’approccio tematico al sistema produttivo che i Montanari praticano, e quella esterna, che interessa la campagna, la produzione biologica delle uve, la tutela e salubrità dell’ambiente di Opera 2. Risulta evidente che, oltre all'eleganza, suffragata da una disponibilità economica di non poco conto e lapalissiana, alla base di tutto vive una grande passione per la terra, valore aggiunto ed elemento intorno al quale costruire una filiera produttiva concreta espressione di questo territorio modenese.

Percezioni che ho avuto modo di constatare personalmente, vivendo quotidianamente questo luogo, anche in diverse situazioni climatiche, nell’arco dei dieci giorni del mio soggiorno, tanto da apprezzare questa azienda con il sole, la pioggia e la neve, scoprendo che, comunque, dopo una giornata di lavoro, ritornarvi aveva il gusto e l'equilibrio di un buon ritiro .



ARTICOLI CORRELATI

Prime Alture
Una notte a Baglio Gigliotto
Tenute Nanfro