Prosecco DOC, si vola in alto se si ha il coraggio di osare

di Andrea Zanfi


Lo Stato ha affidato loro compiti complessi che farebbero tremare i polsi
a chiunque, obbligandoli da un lato a tutelare il marchio territoriale, patrimonio
di tutti i produttori, e, dall’altro, a svolgere funzioni tecniche di promozione
del proprio brand su scala internazionale. Considerando le incredibili diversificazioni
produttive all’interno delle denominazioni, le diverse culture che in esse
convivono e l’impressionante complessità dei mercati in cui ogni consorzio
si deve muovere, è facile comprendere come i compiti di questi enti siano
spesso al limite della sostenibilità. Problemi su problemi, che si sommano ad
altri problemi. Questa volta però voglio bypassare queste
artificiose complessità per evidenziare una case history positiva, capace
di creare un esempio da seguire, capace di far emergere quanto un consorzio
può fare per il bene della denominazione e dei produttori che rappresenta.
Sto parlando del Consorzio di Tutela
Prosecco DOC.
Bella forza, potrebbe obiettarmi qualcuno. Mio compito d’osservatore
del mondo delle bollicine è anche quello di dare a Cesare quel che è
di Cesare, andando oltre il fatto che questo Consorzio beneficia di quella
che forse è oggi la tipologia di vino italiano di
maggior successo a livello internazionale.
A molti potrebbe apparire facile parlarne. Beh e anche se fosse?
Credo si debba evidenziare, per trasparenza intellettuale, il merito di
chi ne ha, analizzando il “fare” di chi è preposto al comando di quel
Consorzio, avendo saputo cogliere il successo e diversificare la promozione,
consolidando il brand di un prodotto che gode già di successi, di notorietà
e di una base associativa valida che contribuisce, in modo dinamico,
al successo, contando anche su un budget di spesa di tutto rilievo visti
i grandi numeri che muove la DOC Prosecco.
Chi ha voglia faccia pure le sue obiezioni. Del resto so che alcune sono anche corrette,
ma queste, a mio avviso, non tolgono nulla, anzi aggiungono non solo
valore a ciò che è stato fatto, ma anche una ulteriore responsabilità al ruolo e
ai compiti che ha il Consorzio di Tutela Prosecco DOC.
Credo che fra i 120 consorzi italiani di tutela vi siano alcuni che francamente
non hanno ragione di esistere, altri sono stati capaci solo di redigere una
lunga e dolorosa lista d’errori, omissioni e occasioni perse che non basterebbero
tutte le pagine di questo magazine per elencarle, come sarebbe altrettanto
disdicevole elencare le spese sostenute da alcuni consorzi per valorizzare il
nulla.

Un esempio eclatante in questa direzione viene dalle fiere in cui
il Consorzio è presente, da sempre all’insegna della promozione e
valorizzazione del brand Prosecco DOC e non come “contenitore” di aziende
socie del Consorzio. Questa scelta non è di per sé buona o
negativa, ma nelle modalità in cui viene condotta ha consentito di regalarea questo brand macro

territoriale unanotorietà e reputazione crescente in tutto il mondo.
Credo sia stata una scelta per certi aspetti obbligata dalla necessità di far
percepire velocemente i valori di una Denominazione comunque giovane e
di recente costituzione che ancora non ha compiuto il suo decimo anno di vita,
ma, visti i risultati, mi sembra sia stata una strategia vincente.
Un altro elemento importante, che evidenzia il modo di agire del
Consorzio Prosecco DOC, è la sua “trasparenza”.
Una trasparenza che trova chiara testimonianza già dal sito (www.prosecco. wine)

dove vengono presentati con chiarezza e dovizia di particolari i numeri
della Denominazione: 440 milioni di bottiglie, 2,1 miliardi di euro di fatturato
(di cui il 25% in Italia e il 75% all’estero), una superficie complessiva di
24.450 ettari lavorati da 10.242 aziende viticole, 1.149 vinificatrici e 348 case
spumantistiche.
È raro trovare esempi similari in altri consorzi di tutela.
Ma vado oltre, poiché l’altro aspetto che caratterizza al meglio la sua azione è la
capacità di osare, rompendo gli schemi e le modalità classiche della promozione
delle nostre denominazioni, ancorate a tre o quattro elementi.
In questa direzione si inseriscono numerose iniziative ed eventi in ambito
culturale, didattico, formativo, sportivo e prettamente promozionale.
Ne ho selezionati alcuni, anche se l’elenco, credetemi, sarebbe molto lungo.
Partiamo da quello che riteniamo l’iniziativa più eloquente e cioè la
costituzione nel MONDO della “Casa Prosecco”. In questi ultimi due anni il Consorzio
ha dato vita a quattro centri, in Cina (Xi’An), in Germania (Amburgo), nel
Regno Unito (Londra) e negli Usa (New York). Si tratta di luoghi fondamentali,
strategici per la promozione del Prosecco DOC, posti in quattro
mercati altrettanto strategici per questa tipologia di vino, nei quali si
parla del Metodo Italiano, si parla di uno stile Italia, si fa didattica, corsi
e degustazioni, ma soprattutto si comunica un sistema imprenditoriale
non fatto da centinaia di brand, ma da uno solo, quello del Prosecco.
Una scelta che risponde concretamente a quello che è oggi uno dei principali
problemi della promozione del vinoitaliano nel mondo: il presidio costante
dei mercati.



Avere, pertanto, delle sedi e delle risorse umane dedicate quotidianamente
alla promozione di questa Denominazione nei mercati più importanti significa
avere una costante attività di valorizzazione durante tutto l’anno; significa,
inoltre, avere sedi adeguate per fare anche quella preziosa attività di
informazione al trade, opinion leader e wine lovers.
Ma l’originalità della promozione del Consorzio Prosecco
DOC si evidenzia, ad esempio, anche nella collaborazione
con la Triennale di Milano, quella che oggi viene considerata il tempio
del design italiano.
Non si tratta di una semplice sponsorizzazione, e grazie a questa collaborazione
lo scorso anno è nata la “Collezione di etichette speciali Prosecco DOC”.
Partnership e collaborazione con istituzioni culturali, come China Museum
Ltd, per sviluppare attività promozionale con alcuni tra i più importanti
musei in Cina. Come si percepisce è un tam tam, affascinante per chi come me
si occupa di comunicazione, ma che, ahimè, risuona in un silenzio altrui disarmante.
Senza dimenticare un’altra collaborazione prestigiosa per il nostro Made in
Italy, il Consorzio seguirà le popolari “Frecce Tricolori” con una lounge brandizzata
Prosecco DOC che, in alcuni dei più importanti air show europei,
presenterà un ampio spaccato delle eccellenze del nostro patrimonio agroalimentare
italiano.
Cosa dire inoltre della scelta di progettare una bottiglia ufficiale di Prosecco
DOC per i prossimi mondiali di sci che si disputeranno a Cortina nel 2021?
Questa cosa come la chiamereste voi? Io lungimiranza!!!



Foto gentilmente concesse da Marco Polo srl



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