PUIATTI

di Andrea Zanfi


La natura ama la semplicità;

la semplicità è la forma della grandezza

Tutto nasce nelle vicinanze di Romans d’Isonzo, in Friuli, nei vigneti di proprietà della cantina Puiatti.

Quaranta ettari vitati posti nell’area del bacino idrografico dell’Isonzo; un territorio pedecollinare, ghiaioso e fresco, dove sono allevate le varietà che danno origine a vini raffinati, eleganti e di buona struttura, caratterizzati da grande sapidità e mineralità. Un territorio con uno straordinario clima composto da un mix di venti di origine marittima che si fondono con quelli continentali. Una bora fredda e secca mitigata dalle brezze marine dell’Adriatico.

Aliti che assecondano la natura che qui non ha lesinato la sua magnanimità, regalando all’uomo terre vocate alla produzione viticola e in particolare di vini bianchi. In questo habitat mi muovo con sicurezza, certo che qualunque cantina entri, possa trovare eccellenze. E accade questo anche nel visitare l’azienda, una delle più storiche del territorio. La struttura si mostra moderna e perfettamente integrata con l’areale circostante. Un mix produttivo ben riuscito che si adopera fra la scrupolosa applicazione delle regole della tradizione imposte da Vittorio Puiatti, che marcano ancora l’intera filiera, e la visione manageriale d’internazionalizzazione del brand, andando un po’ contro corrente con l’artigianalità del sistema vitivinicolo friulano che circonda l’azienda.



Qui si predice semplicità, la stessa che praticava il fondatore che già negli anni settanta, come antesignano di tendenze e di orientamenti produttivi, rifulgeva dell’uso del legno per sfruttare l’immediatezza dei toni varietali e delineare le variabilità di un terroir unico, al fine di mantenere intatte la fragranza e la freschezza nei vini.

Questa è la filosofia produttiva della cantina, racchiusa nello slogan aziendale divenuto famoso nel tempo, “NO OAK AGED WINES”, vini non affinati in legno. Parole cementate che testimoniano la volontà di esaltare il più possibile la naturalezza dei grandi bianchi prodotti.

Una scelta difficile, ma che è stata capace di regalare al brand Puiatti grandi soddisfazioni, identificandosi con un’identità chiara e riconoscibile di cui Emilio Pedron, l’amministratore delegato della Bertani Domains, proprietaria della cantina, è orgoglioso.



Degustando la gamma dei vini si evince come l’azienda abbia individuato, con grande lungimiranza, un format produttivo in perfetta sincronia con le tendenze dei mercati odierni, incentrandosi sul frutto varietale dei vitigni autoctoni. Un obiettivo importante che ha ottenuto un altro risultato: aver saputo valorizzare il territorio, coniugandosi perfettamente con la cultura agricola dei fornitori di uve locali, acquisendo dagli stessi la certosina e artigianale cura nella produzione. In questo quadro si colloca il progetto Ribolla Gialla di Puiatti, un vitigno straordinario ed eclettico che l’azienda interpreta sia nella versione prodotta come Metodo Classico, sia nella versione ferma (identificabile con la linea Archetipi) realizzata attraverso una tecnica innovativa come l’infusione e la reintroduzione all’interno del vino Ribolla dell’anno precedente, nella quantità pari a un massimo del 15%, di acini di Ribolla attentamente diraspati a mano. Tutto ciò consente di estrarre in maniera straordinaria le migliori componenti aromatiche contenute nelle bucce di questo vitigno che, nei primi giorni di infusione, rilascia le componenti floreali di fiori di acacia e sambuco. Si passa poi alle note di miele e frutta matura, in particolare mela Golden e pera cotta e anche uva spina. Piacere che testimonia la validità di certe scelte enologiche della Puiatti che non ha cavalcato il trend positivo avviatosi nell’areale con l’ampliamento della superficie vitata destinata al Prosecco, evitando di partecipare alla sua pervasiva intrusione, preferendo, invece, concentrarsi sul valore identitario e intrinseco che assume questo bacino con i sui vitigni che, a loro volta, ne hanno delineato la storia e la tradizione viticola.

Una bella azienda che esalta il Friuli, ponendo la stessa regione al di sopra di qualsiasi altro areale di uve a bacca bianca del mondo, sfidando i mercati ora nella multiformità della Ribolla Gialla, ora in quella della Malvasia Istriana, senza tralasciare gli altri vitigni presenti in azienda.

È in quest’opera che la Puiatti s’impegna, proprio nella ricerca delle sfumature, della delicatezza di quel tocco enologico che crea originalità, con l’obiettivo finale di fare qualcosa di più e di diverso, che sappia raccontare il saper fare di una squadra di enologi, tecnici e vignaioli che credano nel progetto aziendale.

Una filosofia che Pedron mi ha voluto raccontare, e le sue parole sono riuscite a dare un valore aggiunto al suo viaggio nel mondo del vino, iniziato 50 anni orsono, e a quello di questa azienda friulana; e lo ha fatto prendendo spunto da questa terra che è cruda, asciutta, dove non c’è niente d’ingannevole essendo sorretta da un’area di verità alla quale tutti si sentono legati non potendo esimersi dal rispettarla.



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