Sartoria dei Sapori: il cibo cambia abito

di Francesca Paola Comolli


“Entro e sono colpito da una macchia di colori. Devo aver sbagliato ingresso. Controllo e mi accorgo di essere lì dove sono stato invitato. Davanti ho quadri e sculture. Ho l’impressione di trovarmi in una galleria d’arte molto particolare. Faccio qualche passo, ma qualcuno mi precede, si avvicina a un quadro e, lasciandomi sbigottito, ne mangia un pezzo. Mi fermo; vorrei gridargli: “Pazzo, ma che fai?!”, ma ho giusto il tempo d’osservare l’accaduto che altri invitati si accostano a quella, così come ad altre opere esposte, e ne mangiano dei pezzi… Non è possibile! Mi guardo intorno, credo d’essere su “Scherzi a parte”, ma non è così. È tutto vero.”

Queste sono le impressioni che è possibile captare fra gli invitati che, beati loro!, partecipano ad un evento organizzato da Mila Sacchi, carpigiana Doc che, dopo aver lavorato come stilista d’alta moda, un paio d’anni fa ha deciso di mettersi a “cucire” nuovi abiti e creare il primo e ancora unico “catering scenografico” d’Italia, la Sartoria dei Sapori.



Concepita in seguito ad un’esperienza di catering “improvvisato” per la festa di un amico, l’iniziativa portò all’istintiva decisione di Mila Sacchi di lasciare il proprio lavoro per inseguire un sogno, quello di abbinare le sue due più grandi passioni – moda e prodotti tipici del suo territorio. Così, Sartoria dei Sapori ha dato vita ad un nuovo metodo di degustazione attiva, di intrattenimento, che regala agli ospiti un’esperienza completamente esclusiva e diversa da quella che normalmente si aspetterebbero da un buffet, un progetto in grado di coniugare arte e design al servizio di catering, donando a quest’ultimo un carattere e una personalità assolutamente innovativi : le sue “opere” artistiche sono letteralmente da “sbranare”.

Il cibo diventa scenografia dell’evento trasformando la location in un palcoscenico “vivo” e con materiale “di costruzione” di facile fruizione, crea mondi fantastici in grado di stimolare la mente, sconvolgere i sensi e sedurre l’avventore. Il cibo, utilizzato per la realizzazione di decorazioni e arredi commestibili, volti sia alla soddisfazione degli occhi che del palato, non rappresenta più solo un “contenuto” dell’evento ma anche parte del contenitore che lo ospita e confondendo in modo divertente e “saporito” stupisce il pubblico con nuove forme, volumi e colori.
Mila non trascura mai i desideri e le idee del committente, privato o aziendale che sia. Per far questo, la Sartoria dei Sapori si avvale della collaborazione di pittori, scultori, paesaggisti e professionisti del design del cibo, per ideare e realizzare scenografie e piccoli “pezzi d’arte” - di cui cibarsi -, tagliati e cuciti su misura ad hoc, proprio come in una sartoria di alta moda.
Così, al Cibus 2016, il team di cuochi e creativi fondato da Mila Sacchi, ha riprodotto per l’azienda Parmigiano Reggiano quadri scelti e commissionati dalla società, utilizzando solo latte e tipologie e stagionature diverse di parmigiano, mentre su incarico del Consorzio di Tutela del Lambrusco, per il Vinitaly di quest’anno, ha donato tridimensionalità alle vigne di un grande affresco dipinto per l’occasione da un’artista emiliano, realizzando, interamente a mano, golosi grappoli d’uva che si rivelavano essere bignè farciti con crema di gorgonzola, noci e pere – ingredienti adattissimi ad accompagnare la degustazione dei Lambruschi modenesi.



E ancora, fiori di uova e bignè che disegnano il pavé di una strada, margherite di mais e formaggio; da una parte un albero da frutto con splendide mele che si rivelano essere panini alla mortadella, dall’altra carte da gioco trasformate in tartine, libri costruiti con piadine farcite decorate a mano, una scacchiera di focaccia ripiena dove il gioco della dama è costituito da tigelle mignon al pesto. In un angolo un portacipria fatto con panini al salmone e caviale. Come piace dire a Mila Sacchi, con la quale abbiamo avuto il piacere di chiacchierare per farci raccontare direttamente la sua storia e soprattutto la sua passione, “un salame non può essere appoggiato su un davanzale, ma se diventa un fiore, sì”. In un’ideale caccia al tesoro, quello che sembra non è.
E niente rifiuti, niente oggetti da cestinare; si capisce che dietro vi è una profonda filosofia, un modo diverso d’interpretare il food.
Sì perché l’azienda, attenta a questioni sensibili quali l’eco-sostenibilità, il lato umano della produzione e la storia del prodotto, utilizza solo frutta e verdura di stagione, acquistate a Km 0, o prodotti di origine protetta e controllata (Doc e Dop), nell’assoluto rispetto dell’artigianato alimentare locale. Non solo alimentare a dire il vero. Per le parti strutturali non commestibili, infatti, si rivolgono ai mercatini dell’antiquariato e ai negozi di modernariato, ridando vita a oggetti d’epoca e vintage e riducendone l’impatto ambientale attraverso il riuso.

Cucinare con arte, è questo lo scopo della seconda esistenza di Mila.

www.sartoriadeisapori.it



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