Il Toscano, una leggenda che si rinnova

di Franco Vergnano


Come molti prodotti di successo, il “mitico” Toscano è “nato per caso”. Sì, proprio così. Cosa che non tutti sanno e, forse, la parte più curiosa della sua storia. Nell’estate del 1815 nella Manifattura tabacchi di Firenze, una partita di foglie venne lasciata a essiccare al sole estivo e fu bagnata da un violento temporale. Si decise allora di produrre dei sigari economici da vendere al “popolino”. Il prodotto che era frutto di un fortuito riciclaggio ebbe subito grande successo. Infatti l’acqua aveva fatto fermentare il tabacco donandogli un gusto del tutto nuovo.

Nell’immaginario collettivo la produzione di sigari viene associata ad abili mani di donne che manipolano il tabacco, indipendentemente dalla superficie – più o meno morbida e procace – sulla quale arrotolano le foglie. Non per niente le sigaraie sono considerate tra le pioniere del lavoro femminile.



Ma non basta. Va sfatato almeno un altro paio di stereotipi: che il Toscano sia solo maschile e che non possa essere degustato con bevande leggere. Tra le donne il Toscano piace alle star della lirica come Katia Ricciarelli o alle icone della musica pop del calibro di Nada. Negli ultimi tempi c’è stato un boom del sigarello N8, più piccolo e delicato, amato da Stefania Sandrelli e dal deputato Pd di Firenze, Elisa Simoni.

Anche perché del Toscano ci sono parecchie varianti. Il Toscano Garibaldi è un sigaro a stagionatura media. Poco aggressivo alla bocca, può essere degustato anche la mattina con un tè o un caffè. Fanno parte della stessa categoria il sigaro Toscano Soldati e Modigliani. Tutti e tre (insieme a quelli aromatizzati) adatti a un pubblico femminile per i sentori di frutta secca e legni aciduli, nonché del gusto leggermente dolce.



Ma si “accompagnano perfettamente con le bollicine del made in Italy di tutti i tipi”, è pronta a scommettere Eleonora Uccellini, sommelier, per la quale anche l’abbinamento con la birra artigianale è assolutamente da provare.

Nei suoi 200 anni di storia il Toscano ha sempre avuto un forte legame con le arti. Indimenticabili le immagini che hanno ritratto lo Stortignaccolo tra le dita di Pietro Mascagni, Giacomo Puccini, Mario Soldati, Marcello Mastroianni, Totò, Burt Lancaster, Gianni Brera. Ma il vertice di visibilità arriva con gli spaghetti-western di Sergio Leone, dove il “gringo” Clint Eastwood aveva due sole espressioni in camera: “Con e senza Toscano in bocca”.



ARTICOLI CORRELATI

l'eccellenza dei sapori pugliesi
Hotel de Paris: L’histoire continue plus belle que jamais
Lectio magistralis di Oliviero Toscani