Sting: an englishman in Tuscany

di Angela Cesaro


Gordon Matthew Thomas Sumner, in arte Sting, si è sempre lasciato guidare dalla sua nota ambizione e dalla sua non comune intelligenza, anche quando decise di dedicarsi alla musica.

Artista poliedrico, oltre a essere stato a lungo il leader dei Police, ha collaborato con numerosi artisti internazionali, tra cui l’italiano Zucchero, ha recitato in alcuni film – tra cui la pellicola cult Dune diretta da David Lynch – ed è stato candidato 4 volte all’Oscar per la migliore canzone.

Adesso ha intrapreso un’altra avventura, questa volta in Toscana dove ha scoperto l’affascinante mondo del vino, diventando uno dei 100 migliori produttori italiani secondo OperaWine.

In un bellissimo weekend in Toscana, stavo girando per le campagne di Figline Valdarno, mi sono trovata di fonte a una tenuta, Il Palagio… “Dai, è la proprietà di Sting?”, e mi sono chiesta se magari potesse esserci qualcuno. Vedendo arrivare un contadino, ho detto di essere una giornalista e ho chiesto se potevo ammirare la tenuta all’interno, così dopo un’attesa breve mi ha fatto entrare, ed ecco arrivare… lui, il vignaiolo Sting, molto semplice, incuriosito e sorridente. Sorpreso e interessato, mi ha fatto girare un po’ la tenuta e così ho scoperto che in qualsiasi parte del mondo lui vada, gusta vino Italiano. Gli piace molto il Barolo e il Brunello di Montalcino, e non si fa mancare i vini bianchi del Nord Italia.

«Con Trudie, mia moglie – mi ha detto –, abbiamo scelto di prendere casa in Toscana 25 anni fa. Per molto tempo abbiamo cercato una tenuta che fosse nostra e finalmente…». Chiesi in quale anno avessero acquistato Il Palagio e mi rispose: «Nel 1999. Abbiamo capito subito che sarebbe diventata una casa per la nostra famiglia, per crescere i bambini e per il loro divertimento. E per i nostri amici che ci sarebbero venuti a trovare. La Toscana è un posto cui ormai sentiamo di appartenere e Il Palagio ha la tradizione e la storia di cui speravamo di fare parte».



Avete capito bene… L’ex cantante dei Police ha deciso di produrre vino e la prima bottiglia è arrivata nel 2007, con il nome di una sua canzone sull’etichetta, Sister Moon.

Ed ecco che ci raggiunge Trudie Styler, sua moglie, che mi spiega che «Questo vino è il frutto della selezione delle nostri migliori uve, innanzitutto Sangiovese, poi Merlot e Cabernet Sauvignon. Normalmente il Sangiovese è presente intorno al 50%, mentre le percentuali di Cabernet Sauvignon e Merlot variano di anno in anno. È un vino aristocratico, per la sua anima toscana data dal Sangiovese, ammorbidito nella sua ruvidezza dal tocco del Merlot e reso più raffinato dal Cabernet Sauvignon. Più che sulla forza punta sulla finezza dei profumi, sull’armonia e sull’eleganza. Complesso, ma anche godibile, da bere subito, oppure tra qualche anno». Sorseggiando con loro una bottiglia del loro Sister Moon, mi complimento per la qualità del vino e per la bellezza de Il Palagio. «Il nostro desiderio è di offrire al mondo un vino che venga apprezzato per la sua unicità» aggiunge.

«Non sono stupito – interviene Sting – della qualità del mio vino e sono contento che, in una particolare annata (2011), dove le condizioni sono state favorevoli, siamo arrivarti ad avere un risultato di eccellenza tale che oggi ci ha permesso di essere qui a parlarne.

È lusinghiero per un produttore vedere il proprio vino e la propria azienda nella top 100 italiana, è prima di tutto un sogno.



Ovviamente sono lusingato di essere in compagnia delle grandi firme del vino italiano. Sono sorpreso di essere presente in questa speciale lista, ma non sono affatto sorpreso della qualità e delle peculiarità del nostro Sister Moon, un vino che di anno in anno ha sempre espresso il meglio delle caratteristiche del nostro terroir, mostrando di avere un grande carattere e incoraggiandoci a seguire la strada della qualità per ottenere così il gradimento dei nostri clienti. Questo risultato di OperaWine parte da lontano. È il frutto di anni di un serio lavoro fatto in vigna, dove si cerca di creare i presupposti per avere un’uva sana e di grande qualità. Abbiamo messo al primo posto il rispetto dell’ambiente, abbiamo cercato di lavorare affinché i nostri vigneti raggiungessero quell’equilibrio necessario per avere un prodotto sempre di alto livello, pur nella diversità delle annate. Scegliendo le regole della biodinamica nella Tenuta».

Sting e Trudie sono evidentemente molto coinvolti nelle decisioni sui metodi da applicare e sono impegnati nella coltivazione delle loro vigne, seguendo direttamente l’attività agricola. Sono in contatto con loro gli enologi Daniel O’Donnell e Paolo Caciorgna e il loro amministratore della tenuta Paolo Rossi.

Chiedo a Sting come definirebbe la Tenuta Il Palagio: «Una giovane realtà nel panorama del vino italiano». Ma rivendica la fatica (e gli investimenti) che lo hanno portato nella top list.

La tenuta è molto grande e qui Sting trascorre molto tempo con la moglie Trudie e i sei figli. Ospita personaggi della politica e della musica, tra cui il premier David Cameron, l’ex Tony Blair, e i colleghi Bryan Ferry, Madonna, Bob Geldof e Bruce Springsteen, loro carissimi amici, «veri amici» commenta Sting senza nascondersi.

E non solo… Sting e sua moglie Trudie, hanno recentemente deciso di affittare la loro enorme casa di campagna in Toscana per matrimoni e feste private: sei cottage della tenuta, che possono ospitare fino a 50 persone e possono essere prenotabili.

Andandomene mi sono complimentata con Sting e Trudie e li ho ringraziati per il tempo dedicatomi. Mi hanno salutato dicendo «Siamo orgogliosi che questo vino sia apprezzato».



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