Tenuta Carretta: un soggiorno da grandi Gourmet

di Claudio Mollo


Ovunque lo sguardo si posi ci sono vigne.

Ci troviamo immersi nel paesaggio viticolo del Roero; un territorio molto più vasto di quanto dicano le carte. Qui ogni serra, “bric” o vigneto ha una sua unicità, …”una sua storia di vescovi e di marchesi, di invasori e di difensori, di campane suonate a festa o a lutto, di odori di vendemmia e di funghi, di cieli azzurrini fino alla barriera bianca delle Alpi” come le ricordava il grande Giorgio Bocca. Un’area geografica del Piemonte situata nella parte nord-orientale della provincia di Cuneo che prende il nome dalla famiglia omonima, quella dei Roero, che dominò e per vari secoli questo territorio. Un grappolo di colline, variegate, multiformi e dai marcati contrasti in cui si alternano boschi, arativi, selvagge rocche, castelli e ordinate geometrie di vigneti. Qui la vite e il vino sono cultura, passione e orgoglio ed è in questo contesto che si inserisce la cascina La Carretta, una delle Tenute Miroglio, residenza storica di nobili famiglie e prima ancora di una nobildonna (la “domina Careta”) proprietaria di terreni nel comune di Piobesi (“terre et prati scitam in finibus Pubbliciarum”). La nobildonna, citata anche con il suo cognome (Constanzi), compare in un atto di compravendita di terreni in Piobesi d’Alba del 1353 rinvenuto nell’archivio dei Conti Roero di Guarene. Nell’atto viene indicata come figlia del nobiluomo albese Ruffino Capre e della vedova del nobiluomo Manuele Constanzi di cui aveva conservato il cognome. Il successivo rinvenimento di un altro atto redatto una ventina d’anni prima, nel 1334, e sempre relativo ad appezzamenti in Piobesi, cita alcuni tra i comparenti come eredi di Careta Constanzi, presumibilmente la nonna della precedente “donna Carretta”.



Un soggiorno nobile quindi ci attende all'Hotel Ristorante 21.9, confermato dalla professionalità dello Chef Flavio Costa che gestisce, con la famiglia, questa residenza di campagna e l’annesso ristorante. Un “grande”, arrivato alla Carretta dopo diverse esperienze avute in giro per l’Italia, da quella che lo ha visto al fianco di Corrado Fasolato, a Borgo San Felice a Siena, a quella avuta al Palma di Alassio, dai Viglietti, arrivando ad ottenere una stella Michelin, nel 2003, e sempre ottimi punteggi su tutte le maggiori guide, senza mai dimenticarsi la cosa più importante, il riconoscimento dei clienti. Camere accoglienti e luminose, circondate da 35 ettari di vigneti, e una cucina “calda” lineare ed immediata, ricca di freschezza, leggerezza e incisività, sono gli ingredienti principali di un soggiorno speciale. Cucina basata sulle materie prime del territorio, come gli ortaggi e le carni strizzando ad un pescato della costa ligure fornitogli da piccoli e medi pescherecci.



La posizione strategica della struttura ci permetterà di raggiungere comodamente qualsiasi meta a partire dalla città di Alba ai rinomati borghi di Barolo e Barbaresco.

Fin dal primo momento è facile lasciarci alle spalle tutto lo stress e le preoccupazioni del quotidiano, immergendoci nella pace della natura e nel godimento vero dell’atmosfera che qui si respira, nonché il piacere di riscoprire e apprezzare le cose belle.

Del resto non è quello che cercavamo?



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