Tenute Nanfro

di Andrea Zanfi


Cogli l’occasione per fermarti qui qualche ora, per giostrare il tuo tempo fra le botteghe dei maestri ceramisti di questa antica
cittadina. Intorno avrai un paesaggio unico e una terra magnifica che sta vivendo un mutamento decisamente positivo. Non so
spiegarti che cosa stia accadendo, ma non ti sarà difficile percepire, come me, la sensazione che l’isola stia vivendo una sorta di
rinascimento culturale, un momento magico, forse il più importante da quando calpesto questi areali.
Ciò che respirerai è un humus diverso, come se in questi ultimi tempi noi siciliani avessimo preso coscienza del fatto che ci è dato di vivere

in una terra davvero magica. Non si tratta di qualcosa che è già accaduto, ma che sta silenziosamente accadendo.

E i segnali di questa novità, vitali e vivaci, si possono registrare non solo nell’ambito delvino, ma anche del turismo e delle mille attività e iniziative

che fioriscono ovunque, spesso scevre da sussidi e interferenze politiche, come accadeva invece un tempo.



Respira a pieni polmoni e annusa i profumi di quest’isola. Contemplane la bellezza,
trascurandone invece il suo aver forse troppo a lungo dimenticato la propria cultura,
secolare e solida. Solo allora capirai il perché ho tanto insistito perché venissi a
trovarmi. Scoprirai infatti di essere lontano dai classici percorsi suggeriti ai turisti
e, ahimè!, troppo spesso pensati apposta per loro. Qui sarai a casa tua, avvolto dalla
semplicità che sappiamo offrirti per il puro piacere di farlo.
Questa è la nostra formula e la nostra forza: trasformare un soggiorno in una visita
a casa di amici. Non importa a che ora arriverai. Quel che è certo e che sarai sempre
ben accolto. E, anche se giungendo e bussando alla nostra porta ci troverai seduti a
tavola, non dovrai temere. Un posto per te, proprio alla nostra tavola, ci sarà sempre. E
sarà qui che, seduto con me e con la famiglia con cui condivido ogni cosa, comincerai
a capire la forza complessa e piacevole del territorio in cui vivo e del vino che di esso
è espressione.
E non credere che il nostro sia il solito relais di campagna in cui uno vive da snob. Qui
tutti devono essere liberi di usufruire degli spazi che mettiamo a loro disposizione,
sentendosi accettati senza se e senza ma. È la nostra filosofia, il nostro modo di sentire
il mondo. Non una filosofia imparata sui libri, ma respirata dalla terra e dalle viti in
cui da sempre lavoro. Sono solo un vignaiolo, ma ho capito che è il costante confronto
con gli altri a farmi crescere. Per questo entrare in sintonia con i nostri ospiti mi apre
a mondi sempre nuovi e che conosco poco.



Certo questa percezione ha qualcosa di fanciullesco, ma la trovo fantastica. A pervadermi
è infatti un’euphoria contagiosa, capace di darmi sensazioni tanto intense da
coinvolgere anche chi mi sta vicino. È questa la ragione per cui non mi stupisco più
dei complimenti che, da quelli che ormai mi sembrano dei nuovi amici, mi arrivano al
momento della partenza, o magari più tardi attraverso i social. Una stretta di mano,
un sorriso, un grazie anche solo sussurrato, sono ormai sufficienti a farmi capire che
sono stati bene e che di Nanfro non si dimenticheranno più.
E il merito non è certo solo mio, e neppure di mio figlio, delle due Giusi e di Maria,
che pure contribuiscono in modo decisivo a rendere ogni soggiorno qui accogliente e
piacevole. Il segreto di Nafro è l’aria stessa che vi si respira: un aria capace di trasformare
il silenzio in cui questo luogo è immerso da secoli in una magica melodia che si
può cogliere solo avendo un animo libero dall’angoscia quotidiana e dalla frenesia del
frastuono cittadino.
Solo avendo occhi e orecchie nuove si può vivere Nanfro.



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