Vermouth: una storia tutta Italiana

di Marianna Natale


La sua storia tiene insieme due universi affascinanti, quello del vino e quello delle spezie.

Le sue origini legano il passato al futuro, la tradizione della corte Savoia allo spirito borghese del fine ottocento fino all’imprenditorialità più dinamica dei nostri giorni.

In un sorso di Vermouth di Torino si assapora l’allure della prima capitale del Regno d’Italia insieme a quello della città contemporanea, culla dell’industria cinematografica e automobilistica, un tributo al savoir faire di più alto lignaggio sabaudo che si fa ordinando un Negroni, un Martini o un Manhattan al bancone di un qualsiasi bar o locale del mondo.

Il Vermouth (vermut, vermutte o vèrmot) è un vino, bianco o rosso, liquoroso e aromatizzato, riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale italiano, definizione che risulta riduttiva in questi termini rispetto al suo grande appeal cosmopolita, essendo di fatto un ingrediente primario di numerosi cocktail preparati da qualsiasi barman degni di tale titolo, che non disdegnano di proporlo anche in purezza e non miscelato.



Il Vermouth di Torino è conosciuto per la tradizione e la storicità della produzione e la sua fama è indissolubilmente legata al Piemonte e a Torino, dove nel XVIII secolo si sviluppò una vera e propria aristocrazia di “vermuttieri” capaci di diffondere, in misura e modi diversi, i loro prodotti con risultati inimmaginabili, acquisendo riconoscibilità per i loro brand tanto da spingerli a evolvere, negli anni, nuove tecniche di lavorazione che hanno affiancato, via via, le più antiche continuando a preservare e a valorizzare la produzione del Vermouth.

Inserito tra le denominazioni geografiche comunitarie sin dal 1991, senza che ne siano state indicate le caratteristiche o i processi produttivi per distinguerlo dalla più ampia categoria “Vermouth” a cui appartiene, il Vermouth di Torino da oltre vent’anni attende che sia definito un disciplinare di produzione in grado regolamentare ed elevare maggiormente la sua immagine.

Oggi si è giunti finalmente al traguardo auspicato di veder accettata la richiesta presentata dalla Regione Piemonte al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che ha condiviso con decreto n°1826 del 22 marzo 2017, di proteggere e riconoscere a questo prodotto l’indicazione geografica di Vermouth di Torino / Vermut di Torino.



Il Vermouth di Torino – si legge nel decreto – è il vino aromatizzato ottenuto in Piemonte a partire da uno o più prodotti vitivinicoli italiani, aggiunto di alcol, aromatizzato prioritariamente da Artemisia unitamente ad altre erbe, spezie”.

La zona di produzione comprende l’intero territorio del Piemonte.

Un decreto importante che ha consentito la costituzione dell’Istituto del Vermouth di Torino, che annovera tra le sue fila i marchi dei principali produttori presenti oggi sul mercato: Berto, Bordiga, Del Professore, Carlo Alberto, Carpano, Chazalettes, Cinzano, Giulio Cocchi, Drapò, Gancia, La Canellese, Martini



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