Villa Sandi - Fra tradizione e modernità: la scelta sostenibile

di Giordana Talamona


Villa Sandi richiama immediatamente il Prosecco e quel mitico territorio che si estende tra l’areale storico di Conegliano Valdobbiadene e quello dei Colli Asolani, che per dimensioni e l’altisonante rilevanza assunta nel sistema enologico italiano oggi si ritrova ad avere l’onere e l’impegno d’essere il punto di riferimento del sistema spumantistico italiano. L’incontro con il vulcanico Giancarlo Moretti Polegato, deus ex machina dell’azienda, avviene in una soleggiata mattina di febbraio nella sede dell’azienda, una splendida villa palladiana risalente al 1622. Mi accoglie nel suo studio con un bel sorriso, che lascia però spazio a espressioni più riflessive e attente quando gli chiedo di parlarmi di quale sia l’impronta che accompagna l’idea di sostenibilità e di come essa venga interpretata da Villa Sandi nell’ambito del Prosecco



Domande impegnative, alle quali fa seguito un attimo di silenzio, lungo giusto il tempo che gli consente di mettere a fuoco il remake di ciò che l’azienda sta facendo. A venire in luce è come Villa Sandi, da almeno 20 anni, si stia confrontando sul sistema produttivo. La certificazione “Biodiversity Friend” ottenuta per i vigneti di proprietà, si estende anche a pratiche sostenibili nelle attività produttive. Un impegno forte, deciso, non facile da programmare e coniugare con gli aspetti commerciali, ma doveroso; un’etica apprezzata dagli interlocutori, molto sensibili al rispetto dell’ambiente, sparsi nei 100 Paesi in cui Villa Sandi esporta il suo vino. È questa la filosofia aziendale che Giancarlo persegue e che si alimenta nell’attaccamento – quasi un amore viscerale – che nutre per il territorio. Non potrebbe del resto essere altrimenti, considerato che i vigneti di proprietà di Villa Sandi sono locati in aree diverse, ma tutte interessate dagli areali del Prosecco Valdobbiadene Conegliano DOCG, del Prosecco DOC e del Prosecco di Asolo DOCG. Un’area importante che impegna Villa Sandi a interagire con tutti i Consorzi rappresentativi di questi territori, discutendo e decidendo con gli stessi le strategie per tutelare l’ambiente valorizzando gli aspetti culturali e quelli produttivi. Un impegno profuso in una zona come quella del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG che, in attesa di divenire Patrimonio dell’Unesco, vede solo il 5% dei suoi vigneti certificati come biologici e dove il tema della biodiversità è visto ancora come una prospettiva che riguarda più il futuro che il presente. Il fatto che se ne parli, che si aprano tavoli operativi di discussione e che le coscienze si allineino con frequenza sui concetti di sostenibilità e di salvaguardia ambientale è un passo importante che condurrà a risultati per l’ambiente, per la fauna e per l’utilizzo di risorse alternative e rinnovabili. Così Villa Sandi, grazie a una centrale idroelettrica interna e a un impianto di pannelli solari, ricava da energie rinnovabili circa il 40% del proprio fabbisogno energetico. Un’attenzione all’ambiente ben visibile anche nel corretto utilizzo delle risorse idriche, di bottiglie più leggere e di cartoni composti da carta riciclata.



Su questo Giancarlo è molto chiaro: «Il futuro della zona non può che passare attraverso la strada precisa della tutela ambientale. Oggi questa è un’urgenza inderogabile da cui partire. Altrimenti è come se continuassimo a parlare e dare valore alla qualità nel vino, senza considerare che essa è ormai un elemento talmente imprescindibile da essere quasi scontata. Certo va considerata la difficoltà di muoversi in questa prospettiva, visto che il clima non aiuta la produzione: quest’ultima, pur giovandosi di una buona escursione termica giorno-notte e pur producendo vini ricchi di mineralità e gradazioni contenute, risulta tuttavia soggetta all’umidità e al conseguente sviluppo, nelle viti, di problematiche sanitarie da contrastare con adeguati trattamenti. In questo ci aiuterà sicuramente la scienza, che sta facendo passi importanti nell’ambito della costruzione di un buon equilibrio fra sostenibilità e processi produttivi. C’è inoltre la necessità di dare sempre maggiore valore al mantenimento delle aree boschive e delle siepi in prossimità dei vigneti, elementi di fondamentale importanza per garantire un habitat adeguato a una molteplicità di specie animali. Come ad esempio le api, ospitate a Villa Sandi in arnie non lontano dai vigneti e considerate vigili guardiani dell’ecosistema ambientale».

A dimostrare che le zone in cui si producono i vini di Villa Sandi sono rispettose dell’ambiente è anche una “palestra in vigna”, aperta al pubblico con attrezzi e percorsi salute. Un esempio virtuoso che ci si augura possa essere seguito anche da altre aziende vitivinicole della zona.



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