Antica Tenuta Pegazzera

Oltrepò Terra di Pinot Nero

di Luciana Rota

Terra di pinot nero

Antica Tenuta PegazzeraOltrepò Pavese

Farsi prendere dalle bollicine, lasciarsi ammaliare dalle interpretazioni e anche dalle sfumature, chiedere ai sensi di accendere una luce e non spegnerla più, su una terra del vino che rivendica ascolto, degustazione, rispetto di una identità di valore. Terza area di produzione di un vitigno internazionale come il Pinot nero che non stanca di stupire e ha molto da raccontare, proprio qui, in Oltrepò Pavese, terza area produttiva al mondo.
Questo è il segreto del successo di un evento, servito lunedì 26 settembre 2022, in Oltrepò Pavese.

Farsi prendere dalle bollicine e non lasciarle più andare. Perché tutto in questo evento all’antica Tenuta Pegazzera, sulle colline di Casteggio, va portato a casa custodito nel cuore e nella mente, per la buona pace del vino. L’Oltrepò del vino è questo spettacolo. Messo in campo da 34 aziende che con una forza travolgente ed una energia positiva si sono messe insieme per presentarsi al grande pubblico degli addetti ai lavori, richiamati dall’evento “Oltrepò Terra di Pinot Nero”.

Antica Tenuta Pegazzera
Antica Tenuta Pegazzera

Oltrepò Terra di Pinot Nero

Due le masterclass, una dedicata alla versione in rosso, l’altra alla DOCG Metodo Classico, e una giornata intensa di degustazioni focus Pinot nero di una terra che ha anche molto altro da offrire ma ha scelto questa identità per fare passare con decisione il cambiamento, la qualità, la bellezza della sua terra e del suo vino. Così, una rassegna giovane ma determinata come questa, alla sua seconda edizione, riesce a fare breccia in tutti gli animi presenti: giornalisti, operatori professionali, ristoratori.

Pinot nero - Pegazzera

34 aziende presenti all’appello

Si vedono solo sorrisi, dietro ai calici, e nei racconti c’è la passione di un mondo ancora tutto da raccontare, forse anche da fare, con una storia alle spalle che sbaraglia il campo dall’improvvisazione, dove l’enologia è nel DNA e le bollicine sono piccolissime e finissime sfere di cristallo (l’eleganza del Pinot noir) incise nei cromosomi della gente, gente che fa spumante da secoli e si vede che si fa capire bene perché nei calici sale un perlage sempre più importante, bello.

Cresce la terra di Pinot nero, cresce trainata da 34 aziende presenti all’appello che ingranano la marcia della sicurezza, della consapevolezza della strada intrapresa per fare bene. Non c’è più tempo di fare i timidi, c’è solo da stappare e fare degustare, raccontare e indagare, come dove e quando fare meglio, nella promozione e nella tutela di un patrimonio così importante da non sembrare vero.

Pinot nero - 34 aziende

Carlo Veronese il direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese

“Quando sono arrivato in Oltrepò Pavese ho capito subito una cosa, che non c’era più tempo da perdere perché fosse restituito un ruolo, storico e contemporaneo, a questa terra del vino –  dice Carlo Veronese il direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese – bisognava correre per recuperare terreno inutilmente perso per svariate ragioni, per ridare lustro a denominazioni che hanno tutte le carte in regola per presentarsi al mondo, distinguersi, farsi apprezzare e vincere, anche in un contesto economico del vino così complesso.

Chi ha guardato negli occhi di questi produttori presenti a Pegazzera, ha visto una luce che fa breccia, ha visto la serietà che paga, ha visto interpreti di queste vigne, belle, ricche di storia, persino eroiche che sono concentrati verso un solo obiettivo: conquistare il ruolo che merita il proprio vino.

Carlo Veronese ha molto da dire: Quando giro in Oltrepò Pavese, come in questi giorni, con i giornalisti internazionali – ora è presente una delegazione europea grazie ad un progetto Gal Oltrepò Pavese – mi rendo conto dalle loro domande e dalle reazioni che siamo all’inizio di una storia di successo, che è ancora tutto da raccontare e da conquistare. Per una terra dove davvero non manca niente”.

Lo spirito di squadra

Non manca lo spirito di squadra, non manca la forza del gruppo, non manca il carattere e lo stile, ognuno il proprio, la mano ferma della qualità: “Se il panorama dei vini fermi in Oltrepò Pavese è variegato e frammentato, per quanto riguarda la produzione spumantistica il Metodo Classico trova un punto di congiunzione territoriale importante nell’uva principe del territorio, il Pinot Nero. – dice l’esperta Chiara Giovoni “art director” della masterclass dedicata alle bollicine DOCG: Nelle due tipologie Blanc de Noir e Cruasè si manifestano le differenti interpretazioni stilistiche dei produttori, – continua – che declinano attraverso le scelte di cantina e gli affinamenti la loro impronta personale, pur avendo come filo conduttore la voce territoriale di un’uva in grado di fornire ampie possibilità espressive“.

Un territorio unico, raccontato da due vini figli dello stesso vitigno, il Pinot Nero, ormai sempre più il simbolo enologico dell’Oltrepò Pavese. Chiude nel segno dell’entusiasmo l’evento di Antica Tenuta Pegazzera di Casteggio con la soddisfazione piena di 34 aziende virtuose che credono nella valorizzazione di questo vitigno e delle sue due sfaccettature, di cui hanno presentato le versioni migliori. E tutto sembra solo all’inizio di un nuovo capitolo di successo.

Antica Tenuta Pegazzera

Foto: Bubble’s

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