Cà di Rajo

I vini nati dalla salvaguardia delle “bellussere"

Testo di Giovanna Moldenhauer

A partire dal 2017 Ca’ di Rajo, cantina di San Polo di Piave, ha deciso di avviare un progetto di salvaguardia della bellussera, un metodo di allevamento della vite, messo a punto alla fine dell’800, di cui esistono ormai pochi esemplari e che per decenni ha caratterizzato l’architettura del paesaggio viticolo della riva sinistra del fiume Piave, nel Trevigiano. I tre giovani fratelli Cecchetto hanno adottato la vigna, di proprietà della famiglia Paladin nel loro stesso comune, gestendo l’antico impianto e realizzando in particolare da quelle viti due vini : Iconema Tai Doc Piave e Notti di Luna Piena Malanotte del Piave DOCG.

I 15 ettari a bellussera sono gestiti esclusivamente a mano nelle fasi che vanno dalla potatura alla vendemmia, a circa 3 metri da terra. La raccolta delle uve si svolge con l’ausilio di un pianale che consente di raggiungere l’altezza necessaria. Questo sistema di allevamento ha un’ampia distanza tra le viti con pali in legno di circa 4 metri di altezza, collegati da fili di ferro disposti a raggi. Ogni palo sostiene 4 viti, alte sino a circa 2 metri e mezzo da terra, dalle quali si formano dei cordoni permanenti che vengono fatti sviluppare inclinati verso l’alto e in diagonale rispetto all’interfilare, formando una raggiera.

Un incontro per conoscere i vini da bellussera ha permesso l’assaggio di Iconema 2018, da uve appassite per 25 giorni prima della vinificazione. Vinificato in acciaio per 8 mesi a contatto con i lieviti, affinato in bottiglia per altri 4 ha profumi di frutta gialla matura, sentori di zafferano e di minerali. E’ complesso, elegante e persistente. Notti di Luna Piena 2013 da Raboso, con le uve surmaturate sia in pianta che in fruttaio per 40 giorni, è vinificato tra botti e barrique. Ha profumi di piccola frutta scura, cannella, vaniglia, cuoio, tabacco e pepe. L’assaggio è sontuoso, poderoso, con un retrogusto lungo e piacevole.

«Siamo orgogliosi– spiega Alessio Cecchetto che cura la parte agronomica e la guida insieme ai fratelli Simone e Fabio – della salvaguardia delle bellussere e del patrimonio vitivinicolo del nostro territorio del Piave che è anche culturale e identitario. Confermiamo anche la nostra volontà di vinificare anche le varietà Raboso, Glera, gli autoctoni rari come Marzemina Bianca per un Millesimato Brut, Manzoni Rosa per un Millesimato Extra Dry, oltre al Ciàcoe un Torchiato di Fregona Colli di Conegliano DOCG che otteniamo dalle uve di Glera, Verdiso, Boschera. Bianchetta e Daocio».

www.cadirajo.it

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