L’asparago di Santena

La qualità di un prodotto in forte espansione

Testo di Piergiuseppe Bernardi

Asparagi di Santena

Un successo previsto da… Camillo Cavour

Ebbene sì! Ad intuirne qualità e potenzialità, in tempi assolutamente non sospetti, è stato un personaggio storico di primo piano: Camillo Benso conte di Cavour. Noto, oltre che per la sua eccezionale abilità politica, anche per le sue capacità seduttive e per la sua passione per la buona tavola e i buoni vini. E fu forse proprio quest’ultima, unita alla sua non comune lungimiranza, a fargli affermare di questo asparago, coltivato su un altopiano argilloso in prossimità di Torino, che sarebbe diventato la stessa “sorgente della prosperità di” Santena, e dunque della città da cui aveva preso il nome.

Se a fare la differenza è il terroir

Al pari dei vini, anche gli ortaggi assumono profumi e gusti dalla terra nella quale vengono seminati e crescono. Certo a fare la differenza è anche l’ecotipo delle diverse specie si asparagi. E tuttavia a diventare decisivo nell’imprimere a questa particolare verdura caratteristiche capaci di differenziarla di volta in volta da altre specie simili, è proprio il terreno in cui essa affonda le proprie radici. Ed il gusto particolarissimo dell’asparago di Santena e delle terre del Pianalto è per larga parte derivato da un terreno formato dal 60% di sabbia e da una percentuale minima di calcare. Quanto basta ad assicurare all’asparago in questione proprietà organolettiche uniche.

Risotto agli asparagi di Santena - La Rosa Bianca, Chieri
Risotto agli asparagi di Santena – La Rosa Bianca, Chieri

Un’identità evidenziata da una sfumatura violacea

L’asparago di Santena e delle terre del Pianalto ha un bel colore verde, che ne ricopre il 65% della lunghezza. Ciò che però lo rende anche alla vista diverso da altre specie di asparagi, consentendo con un semplice sguardo di identificarlo rispetto ad esse, sono le sfumature violacee verso cui il suo verde tende. E il segreto per apprezzarne il suo sapore dolce e delicato, come già ben sapeva Cavour, è consumarlo entro poche ore dalla raccolta e, comunque, non più tardi di due giorni dalla stessa. Solo così tutte le proprietà che questo asparago assorbe lentamente dalle “terre rosse” dell’altopiano in cui cresce sapranno dare il meglio di sè.

Una produzione in crescita

La forte espansione della coltivazione dell’asparago di Santena in Piemonte è ben visibile nei numeri: Nel solo Torinese sono ormai ben 90 gli ettari coltivati ad asparagi, mentre la crescita appare evidente anche nel Cuneese e nel Vercellese, che seguono a ruota rispettivamente con 73 e 71 ettari. Ciò che forse mancava era una promozione organica di questo particolare prodotto. La sfida però ora è stata raccolta da Confagricoltura che, con il Consorzio Cascine Piemontesi, appare impegnata in prima linea a far conoscere al grande pubblico questo specifico asparago tutto piemontese.

Crème caramel agli asparagi - La Rosa Bianca, Chieri
Crème caramel agli asparagi – La Rosa Bianca, Chieri

www.cascinepiemontesi.it

Credit: ph@FabrizioSalce

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