Le Morette

Dalle barbatelle al calice di Lugana

Testo di Giordana Talamona

Il vino nasce in vigna.

È questo che da anni ripetono i vignaioli, che conoscono tutto dei propri filari, che annusano l’aria e sanno decidere quando vendemmiare. Se il vino nasce in vigna, grazie alla cura del buon padre di famiglia, all’attenzione e alla visione lungimirante del viticoltore, ai vivaisti va un ruolo altrettanto prezioso, quello di dare vita alla vite. Trovare il caso di un’azienda vinicola, che sia anche vivaista, è raro quanto la famosa mosca bianca, ecco perché Le Morette di San Benedetto di Lugana hanno una storia del tutto fuori dal comune. 

Vivaisti specializzati in viti

Sessant’anni di storia, che affonda radici profonde, come quelle della vite, nella produzione di barbatelle per la viticoltura. Sono loro i padri putativi di centinaia di piante di vite allevate da numerosi produttori veronesi e non solo. Essere vivaisti ha significato in passato svolgere una professione quasi di utilità pubblica e sociale, dopo il disastro della fillossera, l’insetto che a partire dalla seconda metà dell’Ottocento distrusse buona parte del patrimonio ampelografico europeo. Si calcola che nel 1931 la fillossera avesse attaccato i vigneti di 89 delle 92 provincie italiane, tanto che circa un quarto degli 4.000.000 di ha. vitati italiani rimase distrutto o danneggiato. La tecnica dell’innesto della vite europea su piede americano, non attaccato dall’insetto, è storia nota.

Un sogno da tre generazioni

La prima è quella del fondatore Gino Zenato, che crea il vivaio, affiancando subito una piccola produzione vinicola per uso personale. Negli anni Ottanta la gestione de Le Morette passa al figlio Valerio, che punta su a una produzione vinicola di qualità. Si deve a lui la scelta di produrre vini segnati da personalità e carattere, che ricevono buoni riconoscimenti dalla critica di settore. Terza generazione. I figli di Valerio, Fabio e Paolo, continuano a coltivare il sogno di famiglia, producendo vini segnati da marcata mineralità e struttura. 

Il segreto è nel Turbiana

Sono le uve Turbiana con cui si produce il Lugana quelle più rappresentative de Le Morette, compendio di ricerca e sperimentazione. Una conoscenza approfondita da Fabio Zenato in occasione della tesi di laurea in Scienze Agrarie discussa all’Università di Milano, dove riuscì a dimostrare che il Trebbiano di Lugana (Turbiana) presenta elementi di differenziazione genetica rispetto ad altri vitigni appartenenti alla famiglia dei Trebbiani, considerati fino a quel momento affini. Si deve a lui la modifica al disciplinare di produzione del Lugana che dal 2011 prevede la denominazione ufficiale del vitigno Turbiana. 

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