Quattro nuovi vini autoctoni per Pala

Firmati nelle etichette da Maria Jole Serreli

Testo di Giovanna Moldenhauer

Quattro nuovi vini autoctoni

Pala, produttore storico sardo, prosegue il progetto di valorizzazione del territorio con queste etichette autoctone dedicate alle varietà tipiche dell’isola. Dal Vermentino di Sardegna Soprasole al Nuragus di Cagliari Milleluci per i due vini bianchi, dal Monica Oltreluna al Cannonau di Sardegna Centosere per i rossi. Frutto delle vendemmie 2021 per i bianchi e 2020 per i rossi, da vigne di un’età media di 35 anni, la nuova collezione è costituita dalle prime nate sotto la guida del celebre enologo Lorenzo Landi, che da oltre 2 anni collabora con l’azienda di Serdiana.

Famiglia Pala

Un’artista multidisciplinare di fama internazionale

Ha dato vita alle etichette degli autoctoni con l’utilizzo, tipico della fiber art, di fili e stoffe che raccontano tradizioni e territorio della Sardegna. In Milleluci un sottilissimo filo di ferro disegna la scena di un padre e figlio pescatori in barca proprio quando il sole e il mare offrono un meraviglioso spettacolo di luci, mentre in Centosere, l’eleganza del Cannonau è una veste di seta sospesa tra molti fili di cotone, restando un richiamo all’installazione che l’artista ha esibito in alcune sue importanti personali in Italia e all’estero.

Da piatti marinari ad antipasti di pesce

Sono gli abbinamenti per gli autoctoni Soprasole, da Vermentino, ottenuto da terreni calcarei, ricchi di scheletro, di media collina. Risulta un bianco intenso con profumi floreali, vegetali con note di tiglio e poi balsamiche. All’assaggio ha una netta predominanza delle note vegetali, per essere poi di buon spessore ed equilibrio. Il Milleluci da Nuragus è ottenuto invece da suoli argillosi, calcarei, poveri di scheletro, in media collina ha all’olfatto note delicatamente fruttate, di buona intensità, seguite da sentori vegetali. In bocca è secco, fresco di buona intensità e sapidità.

Per i rossi affinamenti in cemento e inox

Oltreluna da Monica e suoli argillosi, calcarei, poveri di scheletro, ha profumi intensi, con note vegetali e speziate dalle quali emerge una nuance di liquirizia. All’assaggio ha tannini morbidi, piacevolmente equilibrati dalla freschezza, è equilibrato, armonico di buona persistenza. Il Centosere da Cannonau, l’altro autoctono, proviene invece da terreni argillosi, calcarei di media collina, ricchi di scheletro. All’olfatto è intenso, immediato, con nuance di frutta rossa matura e poi note vegetali. All’assaggio ha tannini morbidi, è fresco, con una buona struttura e persistenza gusto olfattiva.”.

www.pala.it

Credit: ph@pala

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