Tenute RaDe

Il Timorasso in versione Metodo Classico

Testo di Erika Mantovan

Tenute Rade, Tre Pupitres 2016

Una sfida coraggiosa

Una lunga storia quella della famiglia Cusmano che, dal 1988, anno in cui prende vita l’attività, ha visto un’ampliamento crescente di etichette e un’espansione territoriale affatto banale. Dalla Sicilia al Piemonte, Raimondo sceglie il silenzio delle colline monferrine  per sviluppare un progetto completo, dotato delle migliori tecnologie in cantina. Tenute Rade, a San Marzano Oliveto, è la cantina in cui, assieme al figlio Daniele, enologo, si sfida con l’uva Timorasso proponendola con una versione Metodo Classico.

Dall’Alta Langa al Timorasso

La famiglia Cusmano aveva già dato mostra del suo savoir faire enoico in un’altra denominazione, piuttosto in voga in questo periodo: l’Alta Langa. Una selezione delle migliori uve a Castelboglione, a 400 metri s.l.m., iniziata nel 2014, ha infatti dato l’impulso a Raimondo di dedicare un progetto, poi in pancia al figlio, alla spumantizzazione. La passione per le bollicine, la sperimentazione e l’assaggio delle varie cuvèe nel tempo (40, 60 e 70 mesi sui lieviti) ha unito padre e figlio: Raimondo e Daniele che hanno così dato vita a Tenute RaDe.

Tenute Rade
Tenute Rade

La valorizzazione delle uve con il Metodo Classico

Nella Tenuta Antichi Poderi del Pozzo, a Momperone, dai 9 ettari piantati in suoli sabbiosi e calcarei si inizia a diradare e a vinificare, per propria curiosità e intuizione, la parte di uve con maturazioni diverse abili a raccontare la capacità dei Colli tortonesi di produrre anche spumanti e inserirsi nel panorama commerciale con un nuovo volto. Da lì è stata poi solo una questione di tempo. Il primo millesimo, il 2016, dopo 40 mesi sui lieviti, si presenta con 1500 bottiglie pari a 3 pupitres, da cui il nome dello spumante.

Scoprire un potenziale evolutivo

Il Timorasso, uva dal grappolo grosso, scelto per la produzione di spumante è quello raccolto nella parte della vigna meno soleggiata esposta verso sud-ovest. Si preserva l’acidità, e non si ha paura della sua quasi invadente presenza. Daniele non si spaventa di sboccare una prima partita nel luglio 2020. Il risultato è una materia costantemente accecata da fiori e polvere di zafferano spinti da un’ondata di materia più rigida, la struttura del vino e la sua solidità, impongono un’attesa in vetro importante. L’altra partita, ancora sui lieviti, sarà il racconto di un altro capitolo di Tenute RaDe che fa della longevità il suo punto di forza.

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