Bubble’s Italia – n.25 anno 2026
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“È tempo di fermarsi. Abbiamo superato i limiti. Siamo all’anno zero del vino italiano. I mercati stanno impazzendo e le richieste del “famolo strano” sono diventate il paradosso che guida l’agire di molte cantine. Le tensioni aumentano e con esse crescono paure, preoccupazioni e angosce per molti produttori. C’è bisogno di rallentare questa corsa ostinata verso qualcosa che ancora non sappiamo nominare né riconoscere come davvero nostro, Si continua a chiudere gli occhi e far finta che vada tutto bene. Procediamo verso un futuro indistinto e privo di radici. Ci siamo dimenticati da dove siamo partiti e anche che ogni direzione nasce da un passato che abbiamo attraversato e poi cancellato, perdendolo per strada, rincorrendo solo il business. Abbiamo perso i valori che tenevano insieme il sistema , la credibilità di un pensiero trasparente e all’etica del fare. Occorre cambiare il verbo, parola, linguaggio e il modo di sentirci parte di qualche cosa. Bisogna tornare alle origini per essere credibili e poter raccontare il vino in modo vero e genuino, restituendogli la sua dimensione di valore umano. In quella sequenza antica di piantare, coltivare, raccogliere, spremere, imbottigliare, bere si compie il ciclo del vino: la prima grammatica che l’uomo abbia imparato a leggere. ” […]



