Barone Pizzini

La forza di un raffinato perlage

Testo di Piergiuseppe Bernardi

Barone Pizzini è sinonimo di una qualità ricercata con cura, perseguita con metodo e capace di continuare, non senza una certa sorpresa, a stupire. Così, se i vini di questa storica azienda del Franciacorta hanno saputo guadagnarsi negli anni un crescente consenso sia sul piano dei mercati sia su quello della critica di settore, a determinare questo loro successo sembra essere il dinamismo inarrestabile che si scorge nella loro impronta. La stessa che connota con un tratto esclusivo anche l’ultima etichetta presentata in anteprima: il Bagnadore Riserva 2011.

Frutto di un’armonico incontro tra chardonnay e pinot nero, questo Metodo Classico di Barone Pizzini nasce da una selezione accurata di uve provenienti da un vigneto particolarissimo: il vigneto del Roccolo le cui viti, impiantate da oltre vent’anni, paiono aver sviluppato con il bosco in prossimità del quale si trovano un’efficace osmosi, capace di segnare in profondità il Bagnadore Riserva 2011: nel colore giallo paglierino con riflessi dorati; nella freschezza enfatizzata da un perlage di bollicine finissime e fittissime; ma soprattutto nella potenza della struttura e del retrogusto.

«Quella del 2011 – spiega Silvano Brescianini, General Manager di Barone Pizzini – in Franciacorta è stata un’annata notevole. Le favorevoli condizioni climatiche hanno permesso di ottenere basi spumanti di eccellente qualità, consentendo di presentare un Bagnadore Riserva convincente per raffinatezza e potenza. Il risultato però nasce anche da una maturità aziendale che, cresciuta gradualmente, non solo ci ha fatto essere i primi a produrre Franciacorta da viticoltura biologica certificata, ma anche ci ha indotto ad affinare nel tempo una filosofia di produzione in grado di imprimere ai nostri vini un’identità specifica».

Il Bagnadore Riserva 2011 di Barone Pizzini potrebbe tuttavia dare il meglio di sé soprattutto in futuro. Alla tavola del “Ristorante Marc Lanteri al Castello” di Grinzane Cavour, dove questo vino è stato presentato in anteprima, erano in degustazione anche due annate differenti di questa stessa riserva: il 2004 e il 2005. Annate decisamente diverse tra loro per colori, per profumi, per aromi. E che hanno suscitato tra i commensali una vivace discussione su quale fosse la più seducente delle due. Senza che mai tuttavia ne uscisse compromessa un’unanime certezza di fondo: quella di essere di fronte a una bollicina in grado di lasciar affiorare nel tempo sempre nuove emozioni.

www.baronepizzini.it

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