L'ostrica rosa

Una prelibatezza coltivata nel delta del Po veneto

di Fabrizio Salce

Le ostriche rosa, una prelibatezza coltivata nel delta del Po veneto

ostrica rosa Tarbouriech
Ostrica rosa Tarbouriech

Le ostriche rosa Tarbouriech, il cui nome prende spunto dal colore delle striature del guscio baciate dal sole, sono coltivate nella riserva della biosfera del delta del Po nella Sacca di Scardovari.

Molluschi bivalvi di altissima qualità, si ottengono grazie a un metodo di allevamento decisamente innovativo finalizzato
a ottenere una tipologia di ostrica dalle caratteristiche davvero eccezionali. Accompagnarle con una buona bollicina italiana, le renderà uniche.

Il delta del Po, ovvero un’area archeologica antica

È sabato pomeriggio ben diverso da altri sabato pomeriggio. Ho raggiunto una delle più vaste aree umide d’Italia, una terra, o meglio un’acqua, ancora in parte da scoprire: sono sul delta del Po Veneto. Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina, Taglio di Po i comuni che incontrerò nel mio viaggio. Un ambiente naturale che offre al visitatore una notevole varietà di situazioni: spiagge e porti turistici, percorsi e itinerari che abbracciano l’avventura e l’osservazione scientifica, sapori unici e il fascino delle lagune, paesaggi dolci e misteriosi. Una continua metamorfosi di terraferma e mare, campagna e dune fossili, golene e valli da pesca, bracci di mare e fiumi, boschi e pinete, canneti e orchidee.

Il delta, ovvero un’area archeologica antica e allo stesso tempo la terra più giovane d’Italia, costruito dall’acqua del fiume. Cesellata dalle mani dell’uomo mediante una ragguardevole opera idraulica, dalla Repubblica di Venezia tra il 1600 e il 1604: un lavoro che ha dato vita al delta moderno.

Oggi è uno dei parchi naturalistici più importanti del paese. La flora e la fauna godono di in un habitat ideale, in cui l’uomo e la natura convivono in perfetto equilibrio.

Fatta eccezione per gli argini, gli scanni e le dune fossili, parliamo di un territorio completamente al di sotto del livello del mare (da 1 a 4 metri) dove vengono accolti i rami principali della foce. Solo l’intelligente gestione quotidiana delle acque da parte dell’uomo con i suoi mezzi tecnici ne consente l’abitabilità.

Delta del Po

Le eccellenze gastronomiche di questa parte del delta

sono tante, dal riso alle verdure, con il celebre radicchio di Chioggia IGP, e poi branzini, anguille e le vongole veraci del Polesine. Le pregiate cozze DOP di Scardovari, i seminativi, le chiocciole e le ostriche: le ostriche rosa.

È di questa prelibatezza che vi parlo perché quando le ho assaggiate per la prima volta ne sono rimasto sbalordito e affascinato. Dire che sono superbe è decisamente riduttivo.

Le ostriche rosa Tarbouriech prodotte in Italia

Le ostriche rosa Tarbouriech prodotte in Italia sono molluschi bivalvi di altissima qualità ottenute grazie a un metodo di allevamento decisamente innovativo. Finalizzato a ottenere una tipologia di ostrica dalle caratteristiche davvero eccezionali.

Le carni sono particolarmente consistenti, la polpa ricca, croccante e carnosa dal sapore delizioso e persistente, il guscio si presenta rasato e ondulato ed è decisamente pulito, privo di impurità.

ostriche rosa Tarbouriech
La perla del Delta

Il sistema di coltivazione

Il nome, ostrica rosa, prende spunto dal colore delle striature del guscio baciate dal sole.

Il sistema di coltivazione, particolare ed esclusivo, è stato ideato da Florent Tarbouriech produttore delle famose ostriche rosa nel bacino di Thau, la maggiore laguna della regione della Linguadoca-Rossiglione nel sud della Francia. Area conosciuta anche per la grande produzione di vini: i più apprezzati sono il Vin de Pays d’Oc e il frizzante Crémant de Limoux.

Parliamo di un sistema realizzato a sospensione in cui le ostriche vengono attaccate a funi che consentono di dosare l’acqua e l’aria con una determinata precisione. Si alternano così periodi di immersione a periodi di esposizione all’aria e al sole simulando l’alternanza delle maree. Per ottenere tutti i movimenti di immersione ed emersione delle funi si utilizza un’alimentazione prodotta da energia pulita: pannelli solari e impianti eolici.

Il punto di locazione del sistema di coltivazione del prelibato mollusco è situato nella Riserva della biosfera del delta del Po nella Sacca di Scardovari.

La Sacca in questione è a tutti gli effetti la più grande laguna del Po situata tra le foci del Po delle Tolle e il Po di Gnocca. Un punto che possiamo definire magico, dove il grande fiume, un tempo chiamato Eridano, e il mare Adriatico si fondono in un abbraccio dando vita a un ambiente straordinariamente favorevole per l’allevamento delle ostriche, delle vongole e delle cozze.

Le ostriche rosa speciali Tarbouriech sono una eccellenza del Parco

L’ostrica rosa è dunque prodotta in questo modo innovativo e peculiare per merito del suo pioniere Alessio Greguoldo, che iniziò le prime sperimentazioni con le ostriche nel 2007.
Dobbiamo invece menzionare l’anno 2016 come momento cruciale in cui è iniziata la vera produzione, e l’anno successivo per la vendita al pubblico e alla ristorazione del prodotto.

L’ostrica rosa speciale Tarbouriech è una eccellenza del Parco che nasce dal sole e dall’acqua e si propone in tutta la sua complessità e nella pregevole delicatezza dei suoi aromi. Viene coltivata mediante un costante equilibrio tra acque salate e dolci, nel pieno rispetto dell’ambiente.

L’alta qualità di questi molluschi la si può riscontrare in tutte le calibrature, è un’ostrica che stupisce chi l’assaggia per la prima volta e rapisce gli intenditori gourmet. Senza dubbio un’ostrica di gran classe dal sapore superiore che va oltre ad ogni aspettativa.

www.parcodeltapo.org

Credit: Bubble’s

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