Monte delle Vigne

Il biologico che guarda lontano

Testo di Silvana Delfuoco

Un sogno divenuto realtà

Paolo Pizzarotti

“Guardiamo all’estero ma abbiamo a cuore il luogo dove nasce la nostra storia. Una storia di amore per la natura e per l’ambiente che ci circonda”.  Così parla dell’azienda agricola di famiglia “Monte delle Vigne”, nel cuore della DOC Colli di Parma, il Presidente del Consiglio di Amministrazione Paolo Pizzarotti.  Una storia iniziata nel 1963 quando Pietro Pizzarotti, il padre di Paolo, acquistò un podere di 100 ettari sulle colline di Ozzano Taro, con il sogno di riportare in queste terre la viticoltura dei secoli passati. Un sogno che oggi non solo è diventato realtà, ma è anche pronto a un piano di rilancio dell’export sui mercati internazionali.

Un terroir immerso nel verde

Prima ancora che il nome dell’azienda, “Monte delle Vigne” identifica un intero territorio. Un ampio spazio verde, tra il Parco Fluviale del Taro e il Parco Naturale dei Boschi di Carrega, nelle vicinanze della Riserva Naturale di Monte Prinzera, con terreni calcareo-argillosi e un microclima particolarmente adatto alla viticoltura. Un terroir perfetto, dove i vitigni autoctoni offrono garanzie di qualità e autenticità: Malvasia di Candia e Sauvignon per i bianchi, Barbera e Lambrusco Maestri per i rossi. Oggi ci sono 40 ettari di vigneto, ad altitudine tra i 200 e i 300 metri s.l.m. dislocati secondo la migliore esposizione per ciascuno.

Rispetto per l’ambiente e per la tradizione

Massima importanza a “Monte delle Vigne” sono dunque il rispetto per l’ambiente e per la tradizione. Il che si traduce nella scelta del regime biologico: agricoltura di precisione, adozione del fotovoltaico e continua riduzione dell’impronta carbonica. Agli stessi principi si ispira la costruzione, nel 2006, della cantina ipogea, che si sviluppa su tre livelli per una superficie complessiva di 6000mq. Un omaggio alla tradizione è il rivestimento in mattoni, che richiama le strutture edili medievali della zona, attraversata dall’antica via Francigena.

Una vendemmia interamente biologica

Sulla scia della tradizione si inseriscono anche i vini che, fin dal nome, ricordano la passione per la lirica del territorio parmense. Del 1992 è il primo nato, il Nabuccco: un rosso fermo di Barbera e Merlot, affina per 12 mesi in barrique di rovere francese. Del 1999 è il bianco Callas, da uve Malvasia di Candia aromatica in purezza, che affina per 6 mesi in vasche d’acciaio sulle fecce fini. E con il 2021 arriva finalmente a compimento il percorso sostenibile iniziato da “Monte delle Vigne” nel 2016: la vendemmia sarà interamente biologica, certificata dall’ICEA – Istituto per la certificazione etica e ambientale.

www.montedellevigne.it

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