Tenute Rubino

parlano primitivo e susumaniello

Testo di Sissi Baratella

15 vendemmie di Visellio

Tenute Rubino, definita “la casa del susumaniello” in realtà ha anche un secondogenito. Sempre dalla vena rossa, rubina e intensa; il bordo è leggermente granato e si chiama primitivo. Proprio da questo primitivo del Salento nasce Visellio, un vino che in realtà è già una rock star, un vero e proprio cru per questa azienda. Compie 15 vendemmie con il suo carattere così già ben delineato. Lo si capisce degustandolo in verticale. 2010, 2012 e 2016; un vino che racconta il sole e il sale del Salento, l’aria e il mare della Puglia.

Tenute Rubino, Visellio Primitivo

Tenute Rubino e il Salento

Se la puglia è il tacco di Italia, il Salento è la punta di questo tacco. Una posizione unica bagnata da due mari, quello Adriatico e il mar Ionio. Terre rosse, ricche in sale così come l’aria, che profuma di mare. E poi c’è il sole, che basta averlo provarlo una volta sola nella vita per ricordarlo per sempre. In questo luogo la vite ha trovato il suo spazio, luogo tanto amato dalle uve rosse autoctone, come il susumaniello, il primitivo e il negroamaro, ovviamente. Patria di vini rossi, oltre che di grandi vini rosati, così come della gastronomia più verace: l’olio extra vergine d’oliva, le orecchiette fatte a mano, gli immancabili taralli e il pesce, sempre freschissimo sono solo alcuni esempi dell’essenzialità dei prodotti tipici di questo territorio.

Il valore dell’ecosostenibilità

Sostenibilità è ormai un valore imprescindibile per Tenute Rubino che aderisce al progetto VIVA e dal 2016 al Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI). Le pratiche colturali sono quindi sempre più verso questo; dall’irrigazione rigorosamente di soccorso, allo sfalcio e alle lavorazioni del suolo in sostituzione al diserbo chimico. Tra i vigneti di Jaddico sorge invece la nuova cantina, work in progress, che coronerà questo stile di vita. Si chiama bio agricoltura e prevede progettazione secondo i più recenti parametri di eco sostenibilità, modernità e rispetto per l’ambiente.

Il recupero del susumaniello

Il susumaniello, rosso autoctono ha trovato radici a Tenuta Rubino. Caratterizzato da una importante produzione d’uva iniziale tende poi a ridurla drasticamente nel tempo. Tenute Rubino ha voluto farne la propria bandiera salvandolo dall’estinzione a partire dagli anni ’90, dedicandogli un vigneto di ben 20 ettari a coltivazione esclusiva. In buona parte si parla di salvaguardia della tradizione, ma scendendo in profondità si scopre che questo vitigno presenta caratteristiche molto interessanti. Resistenza alle avversità climatiche e agli agenti patogeni; caratteristiche entrambe decisamente interessanti per il futuro della viticoltura italiana.

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