Valtènesi: l'eleganza inarrivabile del rosé

Bubble's #9

Testo di Mattia Vezzola

1 Aprile 2020/Cantine

La connessione e la globalizzazione tendono ad appiattirci, tentando di toglierci quell’identità solida che ci appartiene e che dobbiamo tassativamente impegnarci a non perdere, solo così saremo vincenti nel mondo! Chi ama gli equilibri accetta o sostituisce le inevitabili problematiche del quotidiano dedicando il tempo alla qualità della vita, della salute e a esorcizzare la noia. Alcuni filosofi ed economisti da tempo ci ripetono che stiamo vivendo in una società “liquida” in un sistema complessivo ormai non più riconducibile a parametri definiti, come l’onestà intellettuale, la coscienza, la reputazione, l’amore. Tutto diventa opinabile e fluido, addirittura è complesso riuscire a comunicare negli ultimi tempi anche le cose più semplici.

 

I viticoltori di qualità non hanno nessun dubbio in merito, al tramonto si può osservare senza equivoci la qualità e il valore del proprio lavoro, che come sempre ha il sapore del pane quotidiano. Oggi le certezze tendono a vacillare e vengono continuamente rimesse in discussione. Rimane però la storia e la memoria di un passato sul quale abbiamo costruito il nostro futuro. Per quel che mi riguarda, sia all’interno della mia azienda Costaripa sia come vicepresidente del Consorzio Valtènesi, continuo a ostinarmi a seguire la strada dei vecchi parametri, è questa la ragione che mi ha indotto e mi induce tutt’ora ad assumere come criteri irrinunciabili la fedeltà alla tradizione e la trasparenza in tutte le azioni destinate alla valorizzazione di un territorio a cui non solo tengo tantissimo, ma sul quale ho basato le strategie di crescita di Costaripa. Perché questa determinazione? Perché la Valtènesi non è soltanto un territorio vocato all’agricoltura e alla viticoltura, ma è da sempre anche uno dei pochi areali al mondo naturalmente predisposti per fare vini rosé non solo grandi, ma grandissimi.

 

Viaggiando per il mondo, soprattutto nella parte nord del Mediterraneo, ho trovato una profonda analogia con la climatologia a la vegetazione esposta al sorgere del sole del Lago di Garda e mi sono reso conto che nei “princìpi” dei rosé ci sono raccolti insieme senso della leggerezza, raffinatezza e sensualità. Per decenni abbiamo dato ascolto all’incompetenza e alla stupidità pensando ai vini rosé come prodotti di ripiego, frutto di un’artificiosa alchimia tra i vini bianchi e i vini rossi. I rosé da “viticoltura dedicata” sono invece la rappresentazione di una classe e di uno stile unici e irraggiungibili; un antidoto alla formalità. Certo non è facile, è una scommessa ogni giorno con se stessi, un confronto costante con l’impalpabilità della materia, ma il vignaiolo deve poter riuscire a ricercare nel frutto che porta in cantina quella setosità delle uve che secondo la sua, pur personale, filosofia produttiva, gli consentirà di creare un grande Valtènesi Rosé. 

 

 

Del resto questo è possibile, visto che ci troviamo nell’area geografica italiana che, grazie al senatore veneziano Pompeo Gherardo Molmenti, fin dal 1896 è stata identificata vocazionalmente come la patria primaria dei vini rosé italiani. Il Lago di Garda è un pezzo di Mediterraneo posto a ridosso delle Prealpi, una massa d’acqua che si estende per 300 chilometri quadrati e ha una temperatura dell’acqua minima invernale di sette gradi. Le brezze mattutine e serali e la luce danno origine a un clima definito “temperato” con particolari condizioni che consentono alle uve di maturare perfettamente mantenendo freschezza e leggerezza. È solo qui che viene allevato un vitigno primario per la composizione della denominazione Valtènesi, un vitigno straordinario chiamato Groppello Gentile, uno dei dieci vitigni più antichi d’Italia.

 

Caratteristiche di uva estremamente aggraziata, buccia sottilissima che diventa di colore blu a perfetta maturazione, il cui vino può essere paragonato a un prezioso maglione di cachemire, capace di tenere caldo senza pesare niente. Il suolo regala vini sapidi, quasi salati, sostenuti da un profumo primario di pepe nero, viola e legno d’ulivo, dal carattere suadente e dall’eccellente succosità. Quando il destino mi ha dato la possibilità di acquisire per intero l’azienda di famiglia, nata nel 1936, non ho avuto un dubbio, come sostengono i vignaioli d’esperienza, ho deciso di dedicare la vita a radicare il valore dell’identità del mio vino, attraverso la gioia di gestire con sapienza la propria manualità. Ricordiamoci che nella maggior parte del mondo il vino rosé può essere considerato un colore alla moda, per i viticoltori della Valtènesi è un modo di essere e di vivere.

 

Costaripa
Via della Costa 1/A
25080 Moniga del Garda (BS)

www.costaripa.it

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