Franco, Matteo Bernabei e la loro prospettiva enologica

Di Giovanna Moldenhauer

I loro nomi di battesimo riconducono a un padre e a suo figlio, accomunati dalla stessa filosofia e passione nella loro attività di enologi, del loro grande amore per la Terra e la Vite. Il racconto delle più significative consulenze di Franco, seguito dalle attività di Matteo.

Il primo oltre ad affiancare il relativo padre, importatore e distributore di vini francesi e italiani, albergatore e vinificatore nei Colli Euganei dopo i primi studi di agraria a Padova, consegue nel 1974 il titolo di enologo e inizia a lavorare a tempo pieno per la Ruffino della famiglia Folonari, marchio che non ha bisogno di ulteriori presentazioni. Franco conscio delle proprie potenzialità professionali, in un momento in cui il mondo del vino italiano stava iniziando a prendere coscienza della sua unicità, decide di scegliere la libera professione in particolare nella Toscana nel Chianti, iniziando a collaborare con varie aziende con l’obiettivo della valorizzazione del Sangiovese, portando la varietà a essere riconosciuta anche a livello internazionale. In quello stesso anno, infatti, con la Fattoria di Selvapiana nel Chianti Rufina nasce Bucerchiale, ritenuto dalla critica un grande Sangiovese in purezza, mentre nel 1981 esce sul mercato Flaccianello della Pieve di Fontodi, prodotto a Panzano. Due anni più tardi nel 1983, dalla Fattoria di Felsina a Castelnuovo Berardenga, arriva Fontalloro, altra espressione del Sangiovese. Tre vini di altrettante cantine, divenuti loro porta bandiera, che testimoniano tre modi diversi di interpretare ogni territorio, mettendo in luce al tempo stesso il rispetto su materia prima, famiglia e impresa.

Negli anni seguenti e attualmente Franco è consulente enologo di molte aziende nel territorio nazionale, dalla Toscana al Friuli, passando per Marche, Umbria, Veneto, con Sartori e Trabucchi per citare qualche nome, Trentino, fino alla Puglia, Sardegna dove dal 1995 ha la consulenza degli Antichi Poderi di Jerzu, con la mission del rilancio del loro Cannonau.

Le sue consulenze, diffuse in diverse zone d’Italia, hanno messo in risalto come da sempre la grande sfida che ha caratterizzato il suo lavoro è l’impegno nei confronti dei vitigni tipici/autoctoni di ogni regione. Un operato che gli ha valso vari riconoscimenti ottenuti negli anni per il lavoro svolto con grande passione, impegno e professionalità, tra cui citiamo il prestigioso premio ‘Oscar del Vino’ nel 2000 per il miglior enologo dall’allora AIS nazionale ora FIS (Federazione Italiana Sommelier, ndr). Matto Bernabei, figlio di Franco, di cui abbiamo scritto nel titolo, dopo avere eseguito i primi studi di Agraria a Padova, conseguito il titolo di enologo a Firenze, seguito da stage tra Fontodi in Toscana e Le Vigne di Zamò in Friuli, lavora a tempo pieno in Enoproject, studio di consulenza fondato nel 1993 dal padre Franco. Qui segue le attività di gestione, il coordinamento di professionisti e collaboratori della società paterna nei confronti di tutte le cantine aderenti alla stessa. Ragazzo giovane, dinamico, spinto soprattutto dalla grande passione per la terra e la vigna, passione da sempre respirata in famiglia, oltre che dalla conoscenza dei mercati maturata nel corso degli anni, Matteo avvia un suo ulteriore progetto oltre alla gestione della società fondata dal padre. Crea infatti Riolite Vini, società di consulenza commerciale, marketing e vendita di vino, che si occupa di selezionare e distribuire vini nei vari mercati mondiali, sviluppando progetti di marchio aziendali o progettando etichette con propri marchi. Oltre ad averla fondata, ne diventa amministratore, apportando sviluppo, consenso dei mercati ed implemento degli obiettivi, aggiungendo così senza dubbio un altro importante capitolo alla storia intorno al mondo del vino della famiglia Bernabei. Ritroviamo nel commento a seguire di Matteo Bernabei, la filosofia di un enologo che vuole fortemente creare vini nella convinzione e nell’armonia di intenti con ogni produttore committente, commento che riteniamo riporta fedelmente la filosofia paterna. “Vinificare vigna per vigna, podere per podere, perché solo così è possibile seguire la storia produttiva di ciascuna azienda e solo così si può creare un’etichetta che sia unica nel suo territorio di origine. Ognuna deve esprimere la sua anima e dare un senso al nostro operato, ma soprattutto al territorio, perché è solo attraverso la conoscenza ed il rispetto del territorio che possono nascere i grandi vini”.

 

 

Franco Bernabei, nato con un padre importatore e distributore di vini francesi e italiani, albergatore e vinificatore nei Colli Euganei, dopo gli studi in agraria e la laurea in enologia, dopo un breve periodo presso la Ruffino sceglie la libera professione nella Toscana nel Chianti creando con tre cantine vini iconici da Sangiovese: da Bucerchiale di fattoria di Selvapiana al Falcianello della Pieve con Fontodi, sino al Fontalloro con fattoria di Felsina. Prosegue la sua attività in varie regioni d’Italia sino a oggi e nel frattempo gli si affianca il figlio Matteo che collabora alla società di famiglia la Enoproject. entrambi sono animati dalla stessa filosofia secondo la quale un enologo vuole fortemente creare vini nella convinzione e nell’armonia di intenti con ogni produttore committente.