L’effervescente evoluzione di SOEC

Ricerca e progetti di agro-enologia ragionata

di Fabio Piccoli

7 Dicembre 2022/Bubble's Magazine

Ricerca e progetti di agro-enologia ragionata

di Fabio Piccoli

Enrico Farinazzo
Enrico Farinazzo

Station Oenotechnique de Champagne (SOEC) punta su ricerca e progetti di agro-enologia per fornire una migliore analisi e comprensione del contesto attuale influenzato dai cambiamenti climatici.
Tappe storiche, organizzazione, progetti d’avanguardia, cambiamenti climatici e prospettive future: ne abbiamo parlato con Enrico Farinazzo, General Manager di OenofranceItalia.
Partiamo dalla storia di Station Oenotechnique de Champagne (SOEC) nata più di 50 anni fa, nel 1971.

Quali sono stati gli step più significativi della vostra crescita?

SOEC nasce nel 1971in Francia, a Magenta, nelle immediate vicinanze di Epernay, cuore della Champagne in cui è ancora oggi ubicata la sede principale. Siamo quindi presenti da più di 50 anni in quel territorio d’elezione per la spumantistica d’eccellenza. SOEC nasce grazie a due enologi, divenuti ormai leggendari, che rispondono ai nomi di Pierre Martin e Georges Hardy.
Nel 1972 i fondatori di SOEC si associano con i vignaioli Jacques Ducoin e Claude Cazals, inventori del celebre sistema brevettato di remuage automatizzato, il“Gyropalette”, che rivoluzionerà tutte le operazioni di sboccatura nella Champagne. Successivamente, nel 1983, SOEC presenta Adjuvant 83, il primo coadiuvante per vini effervescenti adatto sia al remuage manuale che automatizzato.

L’anno seguente, nel 1984, viene inaugurata un’altra sede a Bar-sur-Seine e sei anni più tardi, nel 1990, SOEC vince al Salone SITEVI di Montpellier la medaglia d’oro con l’innovativo “Mosalux”, strumento analitico che misura le proprietà schiumogene del vino base per garantire al meglio la persistenza in bottiglia del perlage dopo la seconda fermentazione. Nel 2012 SOEC sviluppa “SP Organic” un lievito da vinificazione proveniente dai vigneti della Champagne e conforme alla certificazione americana (NOP) per la produzione biologica ed ancora, nel 2019, viene presentato Adjuvant GT, un coadiuvante a base di bentonite sodica naturale proveniente da una selezione accurata e scrupolosa per la chiarifica dei vini in bottiglia del metodo classico.

Ci sono state molte altre tappe intermedie, tuttavia, nonostante l’evoluzione storica di Station Oenotechnique de Champagne sia sicuramente un grande valore aggiunto la peculiarità fondante di questo marchio riguarda la compresenza di una forte esperienza maturata in Francia per il Metodo Classico ed un importante know how perfezionato nelle sedi italiane per il Metodo Martinotti.

Quali sono oggi i prodotti più rilevanti di SOEC

Possiamo decisamente affermare che tutti i prodotti che abbiamo in gamma sono rilevanti per la produzione dei vini spumanti, nessuno escluso. Se dovessimo ad ogni modo sottolineare un aspetto che ci contraddistingue in modo esclusivo è quella collaborazione costante con Università e centri di ricerca che, nel tempo, ha permesso la costituzione di una vera e propria “ceppoteca” di lieviti selezionati che ad oggi conta più di 100 ceppicon caratteristiche e peculiarità proprie.

Come è organizzata SOEC in Italia?

Facciamo un piccolo passo indietro: nel 1993 SOEC viene acquisita dal francese Groupe Sofralab, presente in tutto il mondo come referenza per l’enologia internazionale.

In Italia Groupe Sofralab è presente con 2 marchi, SOEC ed Oenofrance. Station Oenotechnique de Champagne è a tutt’oggi l’unico brand al mondo dedicato esclusivamente alla commercializzazione di prodotti concepiti per l’elaborazione di vini effervescenti, sia per il metodo classico che per il Martinotti.
Oenofrance è un brand storico nato in Francia nel 1943 dalla volontà dei signori Dardant e Tournel, e offre da quasi 80 anni la propria esperienza tecnica per la produzione di vini bianchi, rossi e rosati. Il motto di questo marchio è “D’œnologue à œnologue”, motto che rende perfettamente e chiaramente l’approccio di partnership che abbiamo con i nostri clienti.
In Italia la rete operativa e commerciale di SOEC ed Oenofrance opera con un corpus di persone unico ed indissolubile attraverso due sedi nel nord Italia, una rete commerciale propria ed una struttura di quasi una quarantina di persone.

Quale è il contributo più importante che può dare SOEC a supporto dello sviluppo qualitativo della vitivinicoltura italiana?

Dal punto di vista tecnico-enologico il contributo più importante riguarda senz’altro il nostro know how, valido sia per il Metodo Classico (avendo scambi frequentissimi con i cugini francesi) sia per il Metodo Martinotti.
Dal punto di vista viticolo Groupe Sofralab ha sviluppato un progetto rivoluzionario di agro-enologia ragionata denominato Oenoterris®”, risultato di 5 anni di ricerca e sperimentazione nei vigneti ed in cantina.
“E se la risposta ad un itinerario enologico controllato si trovasse sia in vigna che in cantina?”.
Questa la domanda che ci siamo posti e che per noi ha una risposta decisamente affermativa.
Le tecniche di viticoltura e vinificazione odierne devono evolversi in un contesto influenzato dai cambiamenti climatici (aumento delle temperature, sviluppo precoce delle viti, squilibrio acido/alcolico dei vini), per soddisfare al meglio le richieste dei consumatorie del mercato in generale.
L’agro-enologia ragionata cerca di fornire una migliore analisi e comprensione di tali questioniper promuovere la diversità e la scelta degli itinerari tecnologici dalla vite alla bottiglia.

Oenoterris®è un approccio di accompagnamento personalizzato che utilizza strumenti in grado di attivare le leve chiave individuate in vigna e in cantina per dare una risposta precisa alle esigenze enologiche di oggi, in generale e del singolo territorio specifico. Consta di una serie di programmi ragionati che si sviluppano attraverso una gamma di biostimolanti nutrizionali innovativi per la vite con l’obiettivo di favorireun approccio sostenibilesia per i vini fermi (bianchi, rossi, rosè) che per gli spumanti.

L’obiettivo di Oenoterris®rimane sempre il vino e la bottiglia e rappresenta una vera e propria “unione di due mondi”, quello viticolo e quello enologico.

È un progetto di grande rilevanza che raccoglie dati e riscontri concreti già da cinque anni in Francia e da quest’anno in Italia.

In termini di prospettiva quali sono le novità future più importanti di SOEC?

Ci evolviamo sulla ricerca e sviluppo in generale mal a questione principale con la quale ci troviamo a confrontarci in modo pressoché inevitabile riguarda i cambiamenti climatici.
Circa la spumantistica, le conseguenze del cambiamento climatico sembrano spingere in una direzione diametralmente opposta a quella che il mercato richiede, favorendo vini con acidità stanche, gradi alcolici alti e concentrazioni eccessive mentre i consumatori apprezzano vini freschi, longevi e persistenti nel tempo.
SOEC è pronta a dare il suo contributo.

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