Lo storyteller del Prosecco V8+

16 Novembre 2022/Bubble's Magazine

Da Milano a Trieste passando per Verona

di Andrea Zanfi

All’originalità, quando risulta eclatante, bisogna non solo fare un plauso, ma anche assumerla come stimolo per costruire qualcosa di nuovo. Nel mondo del vino ne abbiamo viste di iniziative buttate sul web senza capire quale fosse il loro fine, e altre ripetitive e più simili a segnali di fumo che specchio di un genio creativo.
Quando invece ci si trova davanti a chi ha saputo trasformare un’idea in qualcosa di unico, bisogna sol dire: bravi.
Ma di cosa sto parlando?
Del tour firmato V8+ che ha saputo coniugare in modo magistrale due diverse anime della stessa medaglia coniata per dar lustro alla cultura del vino e a quella del territorio coinvolgendo una città intera.

Prosecco V8+

Non è semplice promuovere e divulgare bellezza e cultura rendendole fruibili a chiunque abbia avuto voglia di curiosare e stupirsi instaurando così un dialogo diretto con il consumatore, guidandolo in una scelta consapevole.
È questo lo spirito che ha animato la promozione del Prosecco V8+.

Uno storyteller informale e democratico che ha coinvolto città come Milano, Verona e Trieste con sette tipologie di Prosecco abbinati ad altrettanti luoghi culturalmente unici delle cittadine sopra indicate, nella cui vicinanze vi sono altrettanti locali e Wine Bar ove poter degustare un calice di bollicine V8+ accompagnate da un finger food dedicato.

Sette bottiglie capaci di raccontare tutte le sfaccettature del Prosecco che contengono, consultando le etichette sulle quali è possibile conoscere quale sia la filiera produttiva che ha caratterizzato quelle bolle, arrivando persino a scoprire, nella capsula, i dettagli del gusto, del perlage e le caratteristiche organolettiche che ne creano il distinguo.
Un progetto de Le Tenute del Leone Alato, lo spin-off vitivinicolo di Genagricola, holding agroalimentare del Gruppo Generali.

Un esempio di quel tour?

A Trieste per esempio, si è snodato tra le vie del centro cittadino partendo dal Monumento a Domenico Rossetti, opera dell’artista Augusto Rivalta, posto a pochi passi da un caffè storico, proseguendo con la Sinagoga di Trieste, considerata tra i maggiori edifici di culto ebraici in Europa, poco distante da una enoteca, per arrivare alla Casa delle Bisse, un palazzo dalla storia singolare, al Tempio serbo-ortodosso, simbolo di un crocevia di culture, al Palazzo della Borsa, situato in Piazza Italia, per finire al Teatro Verdi, con il suo maestoso colonnato, e al Metro Cubo, la casa di tolleranza amata dal poeta e drammaturgo James Joyce.
Tour unici per un’expertise votata al mondo del Prosecco V8+ che rappresenta la storia dei valori, dei terroir e della dirompente passione del produttore. Un progetto evolutosi in modo costante in termini di volumi e fatturato, contribuendo al successo delle bollicine venete nel mondo. Dopo l’ottima performance del 2019, in cui ha registrato 1,9 milioni di bottiglie vendute e un fatturato di 4,22 milioni di euro, l’azienda ha intrapreso un’importante operazione di restyling, puntando su un look rinnovato per le bottiglie, un nuovo sito web e una comunicazione social dirompente. Forte della propria expertise, V8+ si fa portavoce della cultura del Prosecco, tra i vini più conosciuti e apprezzati a livello internazionale, e di un’alta qualità organolettica. Nasce così questa linea di prosecchi territoriali e versatili. Ciascuna etichetta è caratterizzata da un nome proprio, da un colore distinto e un carattere definito.

La linea del Prosecco V8+

La linea V8+ comprende un pregiato Cartizze DOCG, un fresco e suadente Valdobbiadene DOCG, figlio delle colline calcaree di un territorio divenuto iconico per la tradizione spumantistica veneta, un Millesimato che racchiude il top della produzione d’annata e una sorprendente Cuvée di vigneti che danno come risultato una sorprendente bollicina avvolgente e aromatica.
Vini che raccontano la sua storia inesauribile di un territorio straordinario come quello del Prosecco.

Lo Storyteller del Prosecco

Testi di Andrea Zanfi

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