Una passione antica e nuova per Tenuta Santa Caterina, lo Chardonnay

Di Giovanna Moldenhauer

 

Guido Carlo Alleva, milanese con solide radici familiari monferrine che nel 2000 ha acquisito la Settecentesca Tenuta Santa Caterina a Grazzano Badoglio, ci presenta il suo punto di vista su Tenuta San Caterina, con alcuni appunti sull’aspetto agronomico, su quali cloni di Chardonnay sono stati scelti. Seguono poi la presentazione in particolare di due vini da questo vitigno, di ottima fattura, completati da note degustative.

“Condivido la tradizione piemontese quando sostiene che i vini richiedono tempo per esprimersi al meglio. Pur nella loro diversità, infatti ognuno dei vitigni che coltiviamo da un prodotto che si valorizza nella lenta maturazione in bottiglia. Questo però senza mai perdere quell’identità varietale che è la caratteristica principe del frutto. È questa scommessa che più mi ha affascinato: mantenere la vitalità del vino nel tempo – non solo nel nostro infernot in cantina – ma anche attraverso la sua capacità evolutiva”.
Dopo un lungo e certosino percorso rigenerativo dei vigneti, frutto di una profonda ricerca storica oltre che del rispetto territoriale, oggi Alleva riesce ad esprimere la sua idea di viticoltura, con una coltivazione orientata alla piena sostenibilità. Il lavoro principale è stato il recupero della vitalità del terreno che si era andata perdendo nel passato.
“Le viti micorizzate – prosegue Alleva – sono messe nelle condizioni ideali per esplorare il terreno e per questo sono più forti e capaci di assorbire la sua natura minerale e calcarea, con uno sviluppo vegetativo equilibrato, gestito con una tecnica agronomica sapiente e rispettosa dei cicli naturali. Potremmo dire che il nostro modus operandi tende al biodinamico, senza tuttavia averne un approccio dogmatico”.
Ad affiancarlo c’è Luciana Biondo, agronoma ed enologa che dirige la Tenuta.
Recentemente abbiamo preso parte a un incontro con Alleva per esplorare le diverse interpretazione dello Chardonnay, dove oltre a due espressioni ferme di Chardonnay ci ha presentato il suo primo Metodo Classico ottenuto dalla stessa varietà.
Prima degli assaggi ha voluto precisare che al momento della preparazione del vigneto sono stati selezionati 3 cloni diversi della Borgogna, selezionati da un vivaista di quella parte di Francia, di cui due sono stati scelti per dare un equilibrio tra sviluppo degli zuccheri in fermentazione e acidità, entrambi presenti al 45%, per chiudere con un 10% del tipo Musqué che dona al blend più morbidezza al sorso, con una punta di aromaticità.
Oltre a Salidoro, dove nel blend entra anche un 25% di Sauvignon Blanc, il vino che ci veramente colpito è stato il riassaggio del Silente delle Marne, ora nel millesimo 2018, di cui seguono note del tasting, per chiudere poi con GC Guido Carlo, il primo Metodo Classico della Tenuta.
Il primo, ottenuto dalla varietà in purezza, fermenta in barriques di rovere francese, dove poi affina sulle fecce fini per circa 9 mesi con periodici bâtonnage. Dopo un colore paglierino brillante, sfodera il suo carattere borgognone spaziando da frutta gialla matura, oltre alla banana, seguiti da note floreali, per chiudere con tocchi aromatici. Al sorso si presenta fresco, morbido, caratterizzato struttura, da un buon equilibrio, una spiccata acidità e una bella lunghezza in bocca.
GC, dedicato ad Alleva, è un Extra Brut le cui uve provengono da un unico vigneto, è alla sua prima annata 2019. Le uve vengono raccolte ad agosto all’alba, rigorosamente a mano, com’è nello stile di Tenuta Santa Caterina, la fermentazione avviene in acciaio con lieviti autoctoni e viene fatto riposare per almeno 36 mesi sui lieviti. Dopo un colore dorato, con bollicine presenti, sfodera un naso ricco, prima con note agrumate, poi frutta tropicale, poi con le classiche note di crosta di pane, dimostrando di avere ancora bisogno di tempo in bottiglia per raggiungere la giusta forma. All’assaggio è cremoso, morbido, con una bella mineralità che lascia il sorso pulito, essendo al tempo stesso strutturato, elegante, con una nota citrina presente nel finale di buona lunghezza.