La geografia del Moscato.
Alessandro Masnaghetti regala al Canelli la sua voce
di Alfonso Mollo
C’è un momento, nel racconto del vino, in cui il territorio smette di essere sfondo e diventa protagonista.
È quanto accaduto a Torino, nella sede di AIS Piemonte, dove è stata presentata la nuova mappa “I Cru di Enogea: Canelli Docg”. Un nuovo lavoro firmato da Alessandro Masnaghetti, che restituisce alle colline del Moscato una geografia finalmente leggibile, fatta di dettagli, sfumature e identità.
Non più una distesa uniforme, ma un mosaico di vigne e microzone, dove il Canelli Docg prende forma, si definisce, si racconta.
Per Masnaghetti, per cui Wine Spectator coniò il famoso soprannome di “Map Man”, è il compimento di un percorso iniziato oltre trent’anni fa, quando già immaginava queste colline narrate “collina per collina”, come accaduto per Barolo e Barbaresco.
Il valore della mappa, però, non è solo nella precisione cartografica. Nasce dal dialogo con i vignaioli, dal lavoro sul campo, da un’osservazione lenta e personale del paesaggio. E vive davvero solo se viene usata, condivisa, persino consumata: “le bacchette magiche esistono solo nelle fiabe”, ricorda Masnaghetti.
Per il Consorzio dell’Asti Docg e i produttori, questo strumento segna un nuovo inizio: dare nome ai luoghi significa rafforzare identità e valore.
E accompagnare il Canelli Docg in una fase di piena consapevolezza, dove ogni bottiglia può finalmente raccontare, con maggiore chiarezza, da dove viene.




