Stefano e Alessandro Marzotto ci parlano dell’ampliamento della storica cantina Kettmeir

di Giovanna Moldenhauer

Iniziamo la nostra conversazione con Stefano Marzotto, vicepresidente di Herita Marzotto Wine Estates, sfogliando insieme a lui il tabloid “Perle dell’Alto Adige”, editato insieme all’ultimo numero di Bubble’s 25, dove nello spazio dedicato a Kettmeir, è stata presentata la loro storica realtà e i tre spumanti Metodo Classico Athesis. Al tempo stesso abbiamo condiviso l’assaggio di un calice del loro prezioso Moscato rosa, dalla produzione decisamente limitata, dai profumi eleganti, intensi tra petali di rosa e chiodi di garofano, per poi svelarsi al palato moderatamente dolce, con un piacevole retrogusto aromatico, bilanciato da freschezza.

Stefano ci esprime il suo punto di vista sulla lunga ristrutturazione che ha interessato sia l’ampliamento della zona dedicata alla pressatura dei grappoli, così come l’installazione di un nuovo impianto fotovolatico, progettato per alimentare le pompe del sistema geotermico che sfrutta l’acqua del sottosuolo per raffreddare pavimenti e soffitti delle sale di stoccaggio, garantendo  al tempo stesso l’assenza di sbalzi termici per le bottiglie in affinamento, oltre a essere a consumo energetico zero. La cantina già certificata Carbon Neutral prima dei lavori ha così implementato la sua sostenibilità. Ma non solo tra le sue novità ha visto l’inserimenti di un nuovo progetto di hospitality, concepito per svelare l’invisibile magia della produzione del Metodo Classico così da fare vivere agli ospiti un’esperienza a trecentosessanta gradi.

Stefano esordisce “Come sempre quando le idee passano ai fatti come in questa importante ristrutturazione della nostra cantina, dove non era semplice risolvere diversi aspetti tecnici, logistici, senza smettere di produrre, fattori che hanno comportato un maggior tempo nella realizzazione dell’intera opera. Quello che mi ha emozionato di più è stato vedere come un progetto a lungo desiderato, studiato ed eseguito sia diventato realtà. Come sa la nostra cantina si trova a Caldaro, splendida località, dove siamo riusciti a dare alla nostra struttura con questa ristrutturazione, in cui abbiamo mantenuto integra la parte storica, una prospettiva futura. Tutto questo è anche merito del nostro team di straordinari collaboratori, capitanati da Josef Romen nostro enologo che lei ben conosce. Desidero sottolineare che tutte le figure del nostro team sanno sia di essere stimati oltre al fatto che noi crediamo in loro”.

Proseguendo poi “Abbiamo capito che la gamma dei nostri quattro Metodo Classico ci permette di distinguerci rispetto ad altre cantine dell’Alto Adige. Continuiamo la produzione dei nostri vini fermi ottenuti dalle uve di Maso Reiner, da cui otteniamo Pinot nero, Pinot bianco, Pinot grigio, Chardonnay, con alcune etichette in versione Riserva. Invece da vigneti nella zona del lago realizziamo, da uve Schiava, un Lago di Caldaro. Personalmente prediligo i vini della linea Classica, da godere tutti i giorni rispetto alle Riserve, dato che non mi piace nell’assaggio percepire il sentore di legno. Questa sensazione mi da l’impressione di vini in cui l’uso in vinificazione di botti mascheri dei difetti oppure aumenti il loro percepito da parte di esperti e stampa di settore.

Abbiamo scambiato alcune battute anche con suo figlio Alessandro Marzotto, General Manager della tenuta, soprattutto sui nuovi spazi dedicati all’ospitalità dove i visitatori possono guardare proiezioni che spiegano le diverse fasi, sino ad arrivare ad avere stimolazioni olfattive.  “Normalmente – commenta Stefano – noi che ci occupiamo di vino siamo abituati a partire dalla parte pratica, a occuparci più della parte produttiva. Durante i lavori ho collaborato a creare le nuove aree destinate alle visite. Ritengo che le cantine siano esse stesse il loro primo strumento di comunicazione. Credo che noi con questa nostra nuova parte dedicata all’ospitalità, stiamo riuscendo ad avere un linguaggio comprensibile per tutti, mostrando per fare un esempio tutti i passaggi che sottintendono alla produzione degli spumanti Metodo Classico. Sono convinto che noi abbiamo parlato per troppo tempo una strana lingua da addetti ai lavori. Questi nuovi spazi rappresentano per me una sorta di portone aperto, raccontando al visitatore una filosofia e dei concetti che ritengo molto solidi che sono alla base di Kettmeir”.

Alessandro è concorde con noi sul valore di Josef Romen, direttore tecnico da loro sin dal 1984, figura che noi di Bubble’s ben conosciamo. “Assolutamente si lui è l’anima di questa cantina, ne ha vissuto tutta la storia ancora prima del nostro arrivo, facendolo sempre con discrezione. Ha saputo con la sua competenza coinvolgerci nella ristrutturazione seguendo in essa tutti gli step che riteneva necessari per implementare ulteriormente la qualità dei nostri Metodo Classico. Guida un team di professionisti molto preparati, di cui alcuni molto giovani, con cui condivide il suo sapere, la sua esperienza. Ci ha confidato che per lui questo è più di un mestiere, che cerca di auto stimolarsi per cercare di migliorare ancora il suo operato”.

Abbiamo trovato Stefano e Alessandro Marzotto estremamente alla mano durante le nostre conversazioni. Li abbiamo sentiti fieri dell’ampliamento che è stata fatto, senza modificare la parte storica dell’edificio che sovrasta il paese di Caldaro, convinti che l’apertura alle visite a wine lover e appassionati per svelare l’invisibile magia della produzione del Metodo Classico, possa aiutare a comunicare loro in modo più immediato.

Photo @ Kettmeir