Le bollicine piemontesi fanno sistema: il patto di Acqui Terme per il futuro del Monferrato

Tre Consorzi, un’unica visione per il rilancio del territorio

Di Alfonso Mollo

Non è solo vino, è un’infrastruttura di bellezza e valore. Pochi giorni fa, il Teatro Ariston di Acqui Terme ha ospitato il convegno “Il futuro del Monferrato nasce dal vino – Economia, società, paesaggio”, primo mattone per la nascita di una nuova era per l’Alto Monferrato.

Un’iniziativa che ha visto i tre protagonisti del territorio – il Consorzio Tutela Vini d’Acqui, il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e il Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti Docg – siglare un’alleanza strategica in un piano triennale.

L’obiettivo è chiaro: superare i campanilismi per trasformare 150 milioni di bottiglie in un unico, potente brand territoriale.

I Presidenti dei tre Consorzi, Stefano Ricagno, Vitaliano Maccario e Paolo Ricagno, hanno tracciato la rotta: rimettere al centro del sistema produttivo la filiera, dal viticoltore al calice, valorizzando un paesaggio, divenuto patrimonio mondiale UNESCO dal 2014, che non ha nulla da invidiare ai grandi distretti mondiali.

A loro si sono aggiunti Francesco Billari, Rettore dell’Università Bocconi e Professore di Demografia, che ha sottolineato l’importanza di strategie alternative per le nuove generazioni, e Magda Antonioli, Professoressa di Economia e Politica del Turismo presso la Bocconi, che ha evidenziato la rilevanza sempre più alta del turismo esperienziale e dell’enogastronomia.

Il piano 2026-2028, grazie anche alla consulenza strategica di Andrea Pirola, CEO di WHITEmc e advisor marketing e strategico del progetto, punterà sulla mixology, su una convivialità informale e un dialogo diretto con la Gen Z, al fine di ricreare competitività sul territorio.

Se il Moscato d’Asti e l’Acqui Docg Rosé sono le punte di diamante dell’eleganza piemontese, oggi diventano anche i pilastri di un’economia della felicità che vuole attrarre turisti internazionali e investimenti.

Il messaggio uscito da Acqui è un brindisi all’orgoglio: il Monferrato ha finalmente trovato la sua voce corale, effervescente e ambiziosa.